domenica 11 settembre 2011

LA NUOVA CHIESA DI SAN PIO E' UN TEMPIO MASSONICO?




LA NUOVA CHIESA DI SAN PIO E' UN TEMPIO MASSONICO?

L'indagine di “Chiesa viva”
a cura di Claudio Prandini

La Chiesa da sempre ha voluto esaltare il Crocifisso, offrendolo continuamente alla contemplazione dei suoi fedeli. Dunque tutta la spiritualità cattolica è basata sulla Croce.
L'antica Basilica di S. Pietro a Roma iniziata nel 320 dopo Cristo aveva la tipica pianta basilicale a croce latina. Così secoli dopo, tra l'VIII e il XI la pianta a croce con assi di lunghezza diversa. Così successivamente si continua a rispettare la forma classica almeno per le più grandi basiliche. La chiesa è un luogo sacro e il sacro ha il suo senso quando è posto in relazione con la persona, quando, cioè, interagisce col credente. Concepire lo spazio sacro solo come qualcosa di estetico significa non aver capito niente.
Per la Tradizione, ogni realtà della Chiesa è legata al credente ed è al servizio della sua spiritualità, il valore del sacro racchiude in sé un universo simbolico. Questa premessa è per affrontare una discussione sulla nuova chiesa dedicata a S. Pio da Pietrelcina, edificata su progetto dell'architetto genovese Renzo Piano, uomo di profonda esperienza laica, che “senza fede” e “senza identificarsi” riesce a dare verità a fenomeni che razionalmente non capiamo.
Con queste parole Mons. Crispino Valenziano elogia il progettista “che seguiva umilmente le indicazioni precise che gli venivano impartite”. Infine nell'elogio dell'opera dichiara: “Modello per tutte le chiese che si progetteranno da oggi a cinquant'anni”.
Tuttavia, veniamo a sapere che la nuova chiesa di san Pio, “modello per tutte le chiese che si progetteranno da oggi a cinquant'anni”, potrebbe essere in realtà un tempio massonico! Verità o fantasia? In ogni caso sarebbe bene che dal Vaticano qualcuno si decidesse a vederci chiaro su questa vicenda, che è più seria di quello che si potrebbe  pensare, visto il dettagliato dossier sul caso. A nessuno farebbe piacere, credo, pregare in un luogo pieno di simboli massonici e satanisti, compreso il famoso 666 di apocalittica memoria!

(Messaggio a Don Gobbi del 17 giugno 1989)
“Figli prediletti, comprendete ora il disegno della vostra Mamma Celeste, la Donna vestita di sole, che combatte, con la sua schiera, nella grande lotta contro tutte le forze del male, per ottenere la sua vittoria, nella perfetta glorificazione della Santissima Trinità.
Con Me combattete, piccoli figli, contro il Drago, che cerca di portare tutta l'umanità contro Dio.
Con Me combattete, piccoli figli, contro la bestia nera, la massoneria, che vuole condurre le anime alla perdizione.
Con Me combattete, piccoli figli, contro la bestia simile a un agnello, la massoneria infiltrata all'interno della vita ecclesiale per distruggere Cristo e la Sua Chiesa.
Per raggiungere questo scopo essa vuole costruire un nuovo idolo, cioè un falso Cristo ed una falsa Chiesa.
La massoneria ecclesiastica riceve ordini e potere dalle varie logge massoniche ed opera per condurre segretamente tutti a fare parte di queste sette segrete. Così sollecita gli ambiziosi con la prospettiva di facili carriere; ricolma di beni gli affamati di denaro; aiuta i suoi membri a primeggiare e ad occupare i posti più importanti, mentre emargina, in maniera subdola, ma decisa, tutti coloro che si rifiutano di partecipare al suo disegno. Infatti la bestia simile a un agnello esercita tutto il potere della prima bestia, in sua presenza, e costringe la terra ed i suoi abitanti ad adorare la prima bestia. Addirittura la massoneria ecclesiastica giunge fino a costruire una statua in onore della bestia e costringe tutti ad adorare questa statua”...

La nuova chiesa dedicata a San Pio da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo avrebbe nella sua struttura numerosi riferimenti al culto massonico e del diavolo. Lo sostiene, in un dossier, la rivista cattolica “Chiesa viva”, diretta da don Luigi Villa. Una indagine curata nei minimi dettagli e che ha creato non poche perplessità in molti dei fedeli del frate dalle stigmate.
L’indagine del giornale che ha sede a Brescia, presso le Suore operaie di Maria Immacolata, ha già nel suo titolo una domanda che risuona come una forte provocazione: “Una nuova Chiesa a San Pio. Tempio massonico?”.
Scorrendo tra le pagine il dossier si sofferma, innanzitutto, sulla forma della nuova aula liturgica: nella storia, secondo don Villa, le Chiese sono sempre state a forma di croce, latina o greca. Quella di San Giovanni Rotondo, invece, è a forma di spirale. Un simbolo che è presente nel dizionario massonico e rappresenta, come si legge nello stesso documento, la potenza dinamica del Grande architetto dell’universo, il G.A.D.U. il dio della massoneria.
Inoltre, la stessa spirale, formerebbe in maniera precisa un enorme 666, “il marchio della bestia”, il numero del diavolo nell’Apocalisse. L’indagin e, poi, si sposta sulla presenza di alcune figure sulle porte di bronzo: dalla ricerca emergerebbe la simbologia iniziatica della massoneria, e del percorso che gli adepti dovrebbero condurre.
E ancora: il tabernacolo e la croce sull’abside. Sul primo elemento don Villa va giù duro e si domanda: “Il tabernacolo? Di quale dio?”. L’area che lo circonda «simboleggia il Tetragrammaton -scrive “Chiesa viva”- con il suo numero 15 e la sua pretesa di rappresentare tutti e 72 i nomi di Lucifero».
In merito alla croce bronzea presente sull’altare continua ancora: “Dopo uno studio accurato sui simboli che appaiono sulle cinque parti in cui è divisa la croce, i quattro bracci e l’area della loro intersezione, rappresenta la Loggia dei maestri ed appare in tutta la sua lucida formulazione in tre diversi culti: il culto del fallo, il culto dell’uomo, il culto di Lucifero”.
Questi sono solo alcuni dei dettagli studiati dagli esperti di “Chiesa viva”: 62 pagine di ricerca che si concludono con un pensiero che lo stesso Padre Pio scrisse a padre Agostino nell’aprile del 1913: “Quanti disgraziati nostri fratelli corrispondono all’amore di Gesù col buttarsi a braccia aperte nell’infame setta della massoneria”.


venerdì 9 settembre 2011

Testimonianza di una vittima


Testimonianza di una vittima
Questa testimonianza viene da un medico che, per anni, ha praticato la medicina alternativa, giungendo infine ad essere sommerso da molti problemi spirituali. Era molto convinto di ciò che faceva, tanto da considerare ogni possibile critica fatta "con i paraocchi". Infine un giorno ebbe occasione di rendersi conto della propria situazione. Questa testimonianza andrebbe letta con molta attenzione, per poi rifletterci sopra:
Sono un medico generico ed ho praticato per sette anni la medicina orientale (Agopuntura, medicina ayurvedica e shiatsu). Devo innanzitutto precisare che la motivazione che mi ha spinto a praticare queste discipline orientali non consisteva tanto nell'interesse economico, quanto nella curiosità, nel desiderio di conoscenza senza confini, che si accompagnava ad un altrettanto illimitato desiderio di onnipotenza.
All'inizio del corso medico mi veniva spiegato il concetto di "Medicina Olistica" (il medico orientale è un "tuttologo", cioè un terapeuta che cura tutte e tre le componenti dell'uomo: spirito, anima e corpo). Durante le lezioni tenute da colleghi specialisti nelle varie branche della medicina occidentale, mi sorprendeva però vedere come si passasse facilmente da un piano puramente scientifico ad un piano appartenente al campo della parapsicologia. Ciò suscitava in me, naturalmente, vivaci reazioni di protesta, accolte dal corpo docente con noncuranza.
Ad esempio: un giorno mi arrabbiai perché si doveva partecipare ad una esercitazione sui poteri della "piramide". Qualcuno dei discenti avrebbe dovuto fare da cavia collocandosi sotto una piramide lignea per sperimentare l'effetto "terapeutico" di tale oggetto su una qualche affezione del proprio organismo. Naturalmente la piramide in questione doveva avere le stesse dimensioni scalari della piramide di Cheope, sul conto della quale esiste una risaputa tradizione magica ed esoterica, più che "terapeutica".
Andando avanti con gli studi ho tuttavia dimenticato, o meglio, sminuito, l'importanza di certi episodi come questo della piramide e di certi atteggiamenti, di un docente in particolare, che una volta, durante un'altra esercitazione, con la semplice "energia del pensiero" riuscì a condizionare il tono muscolare dei miei arti superiori.
Ricordo che ero disteso sul lettino da visita e l'insegnante di kinesiologia applicata (disciplina che valuta il tono e la forza di vari muscoli del corpo in relazione ai cosiddetti "meridiani" della medicina tradizionale cinese), non avendo a disposizione rimedi omeopatici del caso in questione si limitò a pensare all'azione di tali rimedi. Fu sufficiente questo comportamento perché le mie braccia acquistassero e perdessero completamente la forza muscolare durante i vari test kinesiologici.
Agopuntura ed Omeopatia sono medicine energetiche accomunate cioè dall'energia vitale o "Qi". Nella mia testa era purtroppo invisibile la sottile ragnatela dell'Occultismo in cui ero rimasto intrappolato e le cui maglie sono rappresentate dalla Pranoterapia, dalla Magia bianca, rossa, o nera, dalla radioestesia (uso del pendolino), dalla chiromanzia, ecc. Anzi, pensavo con orgoglio che l'Agopuntura e l'Omeopatia avessero una connotazione scientifica, che le differenziasse nettamente dalla Pranoterapia e da realtà simili alla Pranoterapia, come la radioestesia.
Rimanevo tuttavia perplesso di fronte al fatto che sia l'Agopuntura sia la Pranoterapia sfruttassero il prana, che altro non è che la traduzione sanscrita del termine cinese Qi. Mi rassicurava il passaggio delle Qi attraverso i meridiani, che, mi era stato insegnato, avevano una ben precisa collocazione anatomica. In seguito però la realtà anatomica di questi vasi cosiddetti energetici mi risultò del tutto infondata, e soprattutto mi risultò infondata la miriade di tecniche che conducevano ad uno stesso punto di approdo: la guarigione del paziente od il suo "sentirsi meglio" ("you will be better" è appunto il motto della kinesiologia moderna).
Dal punto di vista puramente epistemologico devo allora ammettere che tutta la medicina orientale e in generale tutta la medicina cosiddetta energetica o bioenergetica è medicina non scientifica, in quanto non dimostrabile o meglio, per dirla con Karl Popper o Dario Antiser (sostenitori della moderna epistemologia) non falsificabile. Si tratta cioè di discipline che per la loro stessa natura non possono essere sottoposte al vaglio del metodo cartesiano.
In ultima analisi non sono paragonabili alla scienza, ma alla ideologia, cioè ad una realtà inconfutabile e dogmatica. Per questa loro stessa natura si pongono quindi sullo stesso piano del Cristianesimo, con il quale sono peraltro in completa antitesi.
Riprendo la trattazione delle "crepe" del tessuto complesso della cosiddetta medicina alternativa. Chiarita la pseudo scientificità della medicina orientale e di gran parte della medicina alternativa in generale, mi soffermerò ora sulla connotazione profondamente anticristiana di tutte le tecniche e discipline ispirate al concetto di bioenergetics o energia vitale. Quest'ultima chiamata, come ho già accennato, "Ki, o "ai", o "Prana", è strettamente ancorata alla filosofia del Taoismo, che nega ogni forma di trascendenza, facendo confluire tutta la realtà nel concetto del Tao, in cui scompare ogni distinzione fra bene o male.
A questo proposito nel Taoismo si può riscontrare la stessa dialettica del materialismo storico di Marx e Engels. Infatti morale cristiana e morale illuminista non solo convivono nello stesso concetto di Tao assoluto, ma trapassano gradualmente l'una nell'altra senza una netta linea di confine. Questo spiegherebbe la corruzione morale di chi si dedica alla medicina esoterica e bioenergetica.
Personalmente ho sperimentato l'antitesi netta tra la mia etica di cristiano e le discipline insegnatemi nella scuola di medicina orientale.
Ad esempio nulla vieta ai maestri di shiatsu di avere rapporti sessuali con le pazienti trattate, senza badare al loro stato civile o, peggio ancora, alla loro età. Nella mia esperienza medico-ambulatoriale mi accorgevo del grande potere ipnotico dell'Agopuntura e della medicina tradizionale cinese in generale, dal fatto che le pazienti, soprattutto giovani donne, erano letteralmente incantate dal mio modo di fare durante l'attività medico-professionale. Si era creato cioè un transfert ipnotico indistruttibile, che andava oltre il semplice rapporto medico-paziente, come quello che si può stabilire semplicemente fra un medico di base e un suo qualsiasi assistito.
Pensieri di adulterio e violente tentazioni sono stati all'ordine del giorno per un certo numero di anni, fino a quando l'opera di un Sacerdote esorcista mi ha liberato dall'influsso negativo del Taoismo sulla mia vita spirituale.
Il giorno dopo il primo esorcismo il continuo viavai di giovani pazienti nel mio ambulatorio cessò improvvisamente, e questo fu un segno della divina Provvidenza, che mi fece molto riflettere e considerare in senso critico tutto il mio operato di medico agopuntore e nello stesso tempo di medico di medicina generale.
Infatti, fino ad allora mi ero dedicato alla cosiddetta medicina integrata, o meglio olistica, senza considerarne né i pericoli, né le contraddizioni intrinseche ad essa. La mia coscienza di cristiano "sulla carta" era letteralmente sconvolta dai danni da me provocati a catena sulla vita spirituale di tutti quelli che, uomini e donne, si erano sottoposti ad un trattamento di medicina tradizionale cinese.
Ho accennato anche agli uomini, perché su questi ultimi, benché non ci fosse alcuna influenza di tipo sessuale, si estendeva, o meglio si esercitava, un influsso indipendente dalla mia volontà, sempre di tipo ipnotico, che li portava ad essere succubi del mio operato.
È stato dopo il primo esorcismo, al quale ne sono seguiti naturalmente degli altri, che ho cominciato a rendermi conto, a livello cosciente, della pericolosità di tutte le discipline mediche bioenergetiche, le quali svuotano la parte conscia della persona, facendo emergere ed imperare in essa tutti gli impulsi dell'inconscio e del subcosciente. Quest'ultimo è la parte dell'inconscio che si manifesta durante i sogni e che quindi dovrebbe rimanere sopito durante la veglia. In realtà durante tutti i sette anni in cui mi sono dedicato alla medicina esoterica era come se non ci fosse alcuna linea di demarcazione fra l'attività onirica e l'attività dello stato di veglia.
Mi sono trovato cioè nella stessa condizione dell'individuo psicotico in cui, per dirla con il filosofo Schopenhauer, che considera la follia come un lungo sogno e il sogno come una breve follia, non esiste soluzione di continuità fra realtà e fantasia.
Devo dire ora, a posteriori, che mi è andata bene riguardo agli effetti che la medicina esoterica poteva produrre sulla mia psiche e che veramente ho "scherzato a lungo con il fuoco". Purtroppo, nonostante non ci sia stata alcuna azione demolitrice sulla mia psiche da parte dell'Esoterismo, tuttavia mi rendo conto ora, a posteriori, che la mia vita spirituale ne è risultata gravemente compromessa. È così che si spiegano tutti i miei insuccessi nel tentativo di testimoniare quella che ora considero solo una fede "intellettuale", che non cambiava né il mio né l'altrui animo, ma anzi era motivo di scandalo per me e per il prossimo, a causa della mia totale incoerenza e durezza di cuore. Ho ancora moltissimo da raccontare, ma per ora mi fermo qui.
In precedenza ho ricordato l'attinenza della medicina energetica al campo della parapsicologia, adesso desidero ancor meglio evidenziare i legami tra queste due discipline.
Durante una esercitazione di bioenergetica medica, in particolare di kinesiologia applicata, un medico, docente di un centro studi di Bologna, passò a circa 10 cm di distanza dal mio corpo, disteso sul lettino da visita, il palmo della sua mano, percorrendo, come lui asseriva, in senso controcorrente energetica il meridiano del fegato; 10 cm sono all'incirca la medesima distanza alla quale una mia paziente pranoterapeuta passò successivamente le mani sopra il corpo di un'altra mia assistita durante un esperimento che volli effettuare nel mio ambulatorio, dopo aver conseguito il diploma di Bioenergetica Medica.
In quest'ultima circostanza ho potuto sperimentare di persona il potere magico della Pranoterapia, che non ha nulla a che fare con la scienza, in quanto il famoso "fluido" dei pranoterapeuti non è altro che "energia termica di origine occulta", che si sprigiona in particolari occasioni da persone che presentano sempre una personalità disturbata, anche se i disturbi possono essere più o meno allo stato latente.
Nella circostanza di Bologna si verificò un indebolimento generalizzato di tutti i miei gruppi muscolari, nel mio ambulatorio la paziente "cavia" avvertì dapprima il calore, poi all'improvviso, freddo pungente. Quest'ultima sensazione fu avvertita nel momento stesso in cui io, come medico sperimentatore, mi misi a pregare interiormente, in silenzio, per non interrompere la sensazione di caldo avvertita dalla donna che stava sul lettino.
La pranoterapeuta, che stava operando sopra tale paziente, rimase esterrefatta, perché le avevo mandato a monte la seduta, che oggi con buone ragioni posso considerare un rito magico, alla pari di quello compiuto durante l'esercitazione da me prima ricordata, in cui l'energia che scorreva lungo il canale energetico del fegato in senso antimeridiano aveva provocato l'indebolimento di tutta la mia muscolatura. Volendo fare una battuta di spirito, direi che l'unica differenza tra un caso e l'altro consisteva nel fatto che nella scuola ero un "apprendista stregone", mentre nel mio ambulatorio ero uno "stregone diplomato", da poco però riconvertito al Cristianesimo.
AI momento attuale mi è molto chiara l'equivalenza della Pranoterapia e della kinesiologia applicata: entrambe si trovano sullo stesso piano della Magia, cioè sullo stesso livello di qualcosa che non, è dimostrabile scientificamente, né è moralmente etico, in quanto anziché essere a servizio dell'essere umano, pone quest'ultimo in balia di forze occulte di cui egli stesso diventa "medium" nelle relazioni interpersonali. Nella stessa logica diventa lapalissiana la correlazione tra l'Omeopatia ad alte diluizioni (in cui cioè viene ampiamente superato Il numero di Avogadro e quindi nella soluzione non esiste neppure una singola molecola del rimedio omeopatico iniziale, ma solo la cosiddetta "energia del rimedio In questione) e l'Agopuntura esoterica di Van Ghi in cui bastano uno o due aghi per sortire l'effetto terapeutico per il quale in genere sono necessari almeno una decina di aghi.
Nell'epoca in cui invece ero studente di Bioenergetica Medica c'era, per me, una sostanziale differenza fra la Pranoterapia e la disciplina da me studiata in quanto quest'ultima mi veniva presentata con una parvenza di scientificità. Inoltre mi si parlava sempre di "medicina integrata" cioè della possibilità di affiancare la medicina alternativa alla medicina occidentale classica. Succedeva in pratica a me in quel periodo quello che accade a coloro che si avvicinano a movimenti pseudo religiosi come quello di Scientology o del New Age.
In questi momenti inizialmente, infatti, viene mostrata totale compatibilità tra la fede cristiana e la dottrina pseudo religiosa della setta; successivamente però l'adepto si accorge di perdere progressivamente quei principi, quei fondamenti della religione cristiana che, purtroppo, conosceva solo superficialmente e diventa conseguentemente un apostata. Così in campo medico il neofita della Medicina Esoterica rimane intrappolato nella tagliola della concezione olistica dell'uomo, di cui si prenderà cura sotto l'aspetto somatico, psichico e spirituale (così almeno gli viene insegnato); diventa così medico e pseudo Sacerdote. A poco a poco le classiche conoscenze mediche imparate all'Università impallidiranno di fronte ai poteri magici che egli verrà via via acquistando ed egli stesso arriverà ad asserire di essere diventato una divinità.
A questo proposito mi ricordo di un episodio, in cui uno dei vari docenti di Medicina Alternativa affermò di sentirsi un dio in terra vero e proprio, per il fatto di avere a disposizione tutto lo scibile esoterico e nel contempo tutto il bagaglio culturale delle sue specializzazioni medico-universitarie ufficiali, che gli consentivano di curare qualsiasi paziente con ammirevole disinvoltura e sicuro successo.
Riaffiora qui il delirio di onnipotenza del superuomo di Nietzsche che non è più solo artefice del proprio destino, ma diventa addirittura manipolatore del destino altrui. Sono cioè io, medico-mago, a decidere come guarirti e che cosa guarirti.
Se cioè ritengo che la causa di tutti i tuoi mali fisici sia uno squilibrio dell'anima, allora ti somministrerò tutti quei rimedi omeopatici ad alta diluizione (vere e proprie "bufale" farmacologiche, o forse meglio, vere e proprie pozioni magiche) in grado di riequilibrarti la psiche e conseguentemente ... il soma!!!
Altri episodi che purtroppo ho percepito più tardi come "stonature esoteriche" fanno riflettere sulla grande pericolosità della maggioranza delle tecniche mediche alternative per l'equilibrio psichico della persona.
Tale pericolosità è direttamente proporzionale al coinvolgimento dei docenti delle predette discipline, in pratiche culturali orientali, o di ispirazioni orientale, come lo Yoga mentale e la Meditazione Trascendentale dagli stessi insegnanti descritte come "pratiche divine".
Ora posso dire con certezza che ciò che mi impediva, durante la frequenza al corsi di Medicina Alternativa, di prendere posizione contro le eresie mediche propinate, o per lo meno di valutare criticamente quello che mi veniva insegnato, era il transfert ipnotico che si era stabilito tra il corpo docente e noi "poveri allocchi": medici neolaureati in cerca di una occupazione dignitosamente remunerata, che eravamo lì, nelle aule a bere fino in fondo il calice del veleno esoterico che ci veniva propinato. E lo stesso transfert ipnotico che in un secondo tempo si sarebbe instaurato tra noi "giovani maghi", neo-diplomati, ed i disgraziati pazienti che sarebbero finiti nelle nostre mani di "guaritori".
Ecco così spiegata la catena diabolica destinata a protrarsi all'infinito del transfert ipnotico-medianico terapeuta-paziente. Quest'ultimo poi "miracolosamente guarito", diventa a sua volta anello di tale catena ed aggancia da parte sua, attraverso la sua opera di propaganda, pazienti da sottoporre alle cure esoteriche del medico alternativo.
Oggi purtroppo si vive in un'era di nomadismo sanitario, come di nomadismo religioso. Si passa cioè disinvoltamente da un credo o movimento religioso all'altro, così come si passa da uno specialista all'altro, perché ci si è abituati ad un clima di relativismo che investe tutti i settori della vita sociale. Non c'è più un punto di riferimento certo, "un centro di gravità permanente" come direbbe Franco Battiato.
Unico punto di riferimento più stabile degli altri è il principio del piacere, che viene ricercato con ogni mezzo ed in ogni campo. E come se l'umanità avesse subìto una vera e propria regressione psicologica alla fase orale analitica (vedi Melania Klein) della psicanalisi, in cui l'essere umano bambino non desidera che soddisfare con immediatezza le sue pulsioni istintuali.
Ecco quindi spiegata la motivazione per cui un'alta percentuale di persone si rivolge al medico alternativo: un tuttologo in grado di risparmiare al paziente tutta la trafila di analisi, visite specialistiche, indagini strumentali, tickets sanitari. Una figura sanitaria nuova che molto spesso lavora in équipe, insieme ad altri medici esoterici ed utilizza apparecchiature (apparecchiature di Voli, Nora, ecc.) in grado di fare ai malcapitati pazienti "accurati check-up bioenergetici" basandosi su principi magici ed occulti della medicina tradizionale cinese.
A volte tali check-up vengono fatti alla maniera dei famosi medici agopuntori cinesi cosiddetti "scalzi" senza l'ausilio di alcuna apparecchiatura, ma sfruttando solamente i test più semplici, con quelli della Kinesiologia applicata, che si fonda sempre sulla teoria dei meridiani Agopunturali, e peggio ancora praticando l'esame dei polsi, per il quale si fa affidamento soltanto sul grado di sensitività del terapeuta esoterico.
Quest'ultimo, dulcis in fundo, potrà addirittura evocare le potenze spiritiche collegate con i vari punti dell'Agopuntura, pronunciando ad alta voce in cinese il nome degli stessi punti. Perché, testuali parole di un docente della scuola della medicina integrata di Bologna:
"La pronuncia ad alta voce dei punti Agopunturali nella lingua originale produce un effetto più rilevante sul paziente".

lunedì 5 settembre 2011

Il mondo finirà nel 2012? FAQ sulle presunte profezie Maya









Il mondo finirà nel 2012? FAQ sulle presunte profezie Maya

di Massimo Introvigne





Libri, trasmissioni televisive e film ci spiegano che il mondo finirà il 21 dicembre 2012. Lo assicura, dicono, una profezia degli antichi Maya. Che cosa c’è di vero?
Per rispondere con una parola sola: nulla. Ammettiamo che gli antichi Maya abbiano davvero previsto la fine del mondo per il 21 dicembre 2012. Questo ci direbbe qualcosa sui Maya, ma nulla sulla fine del mondo. La cultura e le credenze dei Maya non sono “la verità” ed è bizzarro che qualcuno oggi le prenda come guida. Per esempio, i Maya credevano che gli dei avessero bisogno di sacrifici umani, un elemento assolutamente centrale nella loro cultura. Credevano anche che migliaia di sacrifici umani avrebbero reso i loro regni invincibili ed eterni. Non è successo: i regni Maya sono stati spazzati via dalla conquista spagnola.


Ma i Maya hanno, in effetti, previsto la fine del mondo per il 21 dicembre 2012?

No. Si tratta di una teoria inventata da un teorico del New Age nato in Messico ma cittadino statunitense, José Argüelles, a partire dagli anni 1970 e illustrata particolarmente nel suo volume del 1987 The Mayan Factor (in italiano Il fattore maya. La via al di là della tecnologia, WIP, Bari 1999). Argüelles ha ottenuto un dottorato e ha tenuto corsi in varie università, ma la sua materia è la storia dell’arte, non l’archeologia o la cultura Maya. Inoltre egli ha francamente dichiarato che molte sue teorie derivano da “visioni” che avrebbe avuto sotto l’influsso dell’LSD. Neppure un solo specialista accademico dei Maya ha mai preso sul serio Argüelles o le sue teorie sul 2012 e “ciarlatano” non è neppure la più severa fra le molte espressioni sgradevoli che la comunità accademica ha usato nei suoi confronti.

Su che cosa si basa l’idea della profezia Maya sul 2012?

Sul fatto che per i Maya questo mondo è iniziato a una data che può essere calcolata. Varie fonti danno diverse versioni, ma la data più diffusa corrisponde all’anno 3114 a.C. del nostro calendario. Da questa data iniziano cicli di anni chiamati b’ak’tun. Molti testi Maya parlano di venti b’ak’tun, dopo di che finirà questo mondo o ciclo. In una data fra il 21 e il 23 dicembre 2012, sempre secondo la versione più attestata dalle fonti del calendario Maya, finirà il tredicesimo b’ak’tun e inizierà il quattordicesimo. In genere la fine di un b’ak’tun per i Maya è occasione di celebrazioni e feste. Le iscrizioni e altre fonti che parlano di avvenimenti rilevanti in occasione della fine del tredicesimo b’ak’tun, nel dicembre 2012, fanno riferimento appunto a celebrazioni. Argüelles e i suoi sostenitori insistono sul Monumento 6 del sito archeologico Maya di Tortuguero, in Messico, che in corrispondenza della fine del tredicesimo b’ak’tun allude in termini peraltro confusi alla discesa di divinità e al fatto che “verrà il nero”. I commentatori accademici delle iscrizioni di Tortuguero pensano che si faccia riferimento anche qui a future cerimonie. In ogni caso, se si guarda al complesso dei testi di Tortuguero, si trovano riferimenti anche ai b’ak’tun dal quattordicesimo al ventesimo, per cui è certo che i Maya dell’epoca di questi monumenti (secolo VII d.C.) non pensavano che il mondo sarebbe finito nel nostro 2012, cioè alla fine del tredicesimo b’ak’tun. E non è neppure certo che i Maya pensassero a una fine del mondo con la fine del ventesimo b’ak’tun (da cui comunque ci separa qualche millennio) perché prima del nostro mondo ce n’era stato un altro, e potrebbe dunque trattarsi della fine di un mondo e non del mondo. Rimane anche vero che delle credenze dei Maya noi abbiamo un quadro incompleto e frammentario.
 
I Maya non avevano anche un’astrologia, sulla cui base prevedevano eventi felici oppure catastrofici, e in particolare una catastrofe nel 2012?

In linea concettuale si può dire che il calendario ci dice quando secondo un certo modo di calcolo termina un ciclo: ma che cosa succede alla fine di questo ciclo non ce lo dice l’astronomia ma la religione o l’astrologia. Il problema, però, è che non è neppure certo che i Maya avessero un’astrologia. Tutto quello che si può dire è che è possibile – ma non certo – che alcuni segni trovati in diversi codici (principalmente quello di Parigi – cfr. l’immagine –, acquisito dalla Biblioteca Nazionale della capitale francese nel 1832, ma ce ne sono di meno chiari anche altrove) mettessero in corrispondenza animali e costellazioni, creando una sorta di zodiaco, forse con significato astrologico. Siamo dunque in presenza di una congettura sull'esistenza di tredici simboli che potrebbero formare uno zodiaco e che secondo l'interpretazione più autorevole sono: due tipi diversi di uccelli (ma è difficile identificare quali siano), uno squalo o pesce “xoc”, uno scorpione, una tartaruga, un serpente a sonagli, un serpente più grande ma non identificato quanto alla specie, uno scheletro, un pipistrello, più due animali che corrispondono a zone del codice (di Parigi) troppo danneggiate per un'identificazione certa. Dal momento che non è neppure certo che esistesse un’astrologia Maya, ogni congettura su “previsioni” collegate a questa astrologia è del tutto insensata.

Ma gli attuali indios discendenti dei Maya prevedono la fine del mondo nel 2012?

Assolutamente no. Vari studi di antropologi ed etnologi mostrano che non attendono nulla di particolare per questo anno, anzi non hanno mai sentito parlare di presunte profezie.

Se si tratta di una bufala, perché è così diffusa?

Diversi studiosi dei Maya, piuttosto infastiditi, hanno parlato di una pura speculazione commerciale. È servita a lanciare diversi film, alcuni dei quali dal punto di vista meramente cinematografico sono anche ben fatti e gradevoli, purché li si consideri appunto dei semplici film e non si pretenda di ricavarne profezie autentiche. Da un punto di vista sociologico, forse si possono dire due cose in più. La prima riguarda l’enorme impatto della popular culture – romanzi, film, televisione – su un’opinione pubblica dove ormai è la vita a imitare l’arte e non viceversa e la fiction è considerata fonte d’informazioni sulla realtà (Il Codice da Vinci insegna). L’ultima puntata, del 2002, della popolarissima serie televisiva X-Files annunciava l’invasione degli alieni per il 21 dicembre 2012. Serie TV e film hanno una grandissima influenza su un pubblico “postmoderno”, dove i confini fra finzione e realtà si sono fatti davvero molto labili. La seconda osservazione parte da un fatto: l’idea della profezia Maya lanciata da Argüelles era parte integrante del New Age. Oggi il New Age è in crisi, ma ci sono molti che – per le più svariate ragioni – hanno interesse a rilanciarlo. La diffusione della presunta profezia sul 2012 è stata ed è una grande occasione di rilancio del New Age.

Ma della fine del mondo non parlano anche i cristiani?

Sì. Anzi, Papa Benedetto XVI nell’enciclica del 2007 Spe salvi lamenta che non se ne parli abbastanza, perché la prospettiva della fine del mondo e del Giudizio Universale, dove i sacrifici dei buoni e la malizia dei malvagi emergeranno agli occhi di tutti e saranno definitivamente giudicati, illumina l’intera storia umana. La Chiesa, però, ha sempre condannato il millenarismo, che pretende di detenere un sapere dettagliato, che va oltre la Sacra Scrittura e l’insegnamento del Magistero, sul “come” della fine del mondo e di poterne determinare anche il “quando”. La Chiesa annuncia la parola del Vangelo di Matteo (25, 13): “Non sapete né il giorno né l’ora”. E chi afferma di saperli s’inganna, e inganna chi gli presta fede.