venerdì 30 marzo 2012

LE TRE ORE D’AGONI’A SULLA CROCE

LE TRE ORE D’AGONI’A
SULLA CROCE
Dal libro- La Passione del Signore riferita da Lui – Suor Beghe

Io sono Crocifisso nuovamente a causa dell’apostasia del mondo. Attualmente sono nella fase finale della mia agonìa e la mia anima è ne più grande dolore. Ho male nella profondità della vita creata e il mio Spirito è triste di quel dolore incalcolabile e profondo della profondità delle età. Ho male dall’inizio della creazione fino al rinnovamento della creazione e il dolore che ha inondato l’anima del Redentore durante la sua agonìa mortale è stato così grande, che nessun dolore umano l’uguaglierà mai. Il dolore che ha inondato l’anima divina ha offuscato la terra ed è la causa di quell’oscuramento della luce divina così grande, che la luce materiale perse la sua luminosità e gli astri persero anch’essi il loro splendore. Se l’anima divina fu tanto provata dall’altezza, la larghezza e la profondità del male è perché bisognava che si perdesse in quella profondità per riscattarlo; ed è stato in quello stato di perdizione che il Salvatore si è lamentato sulla Croce dell’abbandono di Dio.
Io mi sono distaccato in seguito da solo da quella perdizione e l’energia che ho dovuto adoperare nella mia anima per strapparla dal suo fardello fu insospettata dagli uomini e ignorata da loro stessi che assistevano al mio tormento. Mi sono sollevato dalla massa dei peccati nella quale a mia anima era seppellita e quello sforzo spirituale valse da essere solo la remissione d’un numero incalcolabile di anime.
L’anima divina non fu risparmiata da tutti i dolori possibili, i quali vennero risentiti ognuno al proprio parossismo. Dio, nella persona di Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, ha sofferto ciò che ogni essere ed ogni creatura hanno sofferto, soffre e soffrirà fino alla fine della sofferenza nella creazione. In quelle tre ore di mortale agonìa, ho portato l’agonìa di tutte le creature mortali ed ho provato le angosce di ognuno. Sono stato sprofondato nello spavento, nel terrore, nel più grande isolamento che ci sia: nel dolore  fisico più acuto e nella più accentuata sofferenza dell’anima. Ho sofferto la paura più angosciosa alla prospettiva della caduta della mia anima negl’Inferi e della sua separazione dal mio Spirito. Ho sofferto della separazione della mia anima dal mio Spirito durante il tempo della mia discesa agl’Inferi, perché solo la vera morte dell’anima divina poteva aver ragione della morte delle anime. Poiché, come ho accettato di morire nel mio corpo per strappare i corpi al decadimento e alla morte, così ho accettato ugualmente di morire nella mia anima per strappare le anime alla morte eterna.
E’ per volontà mia propria che mi sono risuscitato alla vita corporale nella gloria e per mia propria volontà che ho strappato la mia anima alla morte eterna, alla quale essa era votata a causa della grandezza, dell’altezza, della larghezza e della profondità dei peccati, dei quali aveva accettato di assumere la responsabilità.
I demoni che attorniavano la Croce del mio supplizio giovano della loro vittoria che credevano acquisita a motivo della nerezza mai uguagliata della mia anima. Ho sofferto dell’onta e del più terribile decadimento nella mia anima, e quando infine arrivò il momento della unione ritrovata con il mio Spirito, dopo la resurrezione della mia anima, io fui nella gioia divina più accentuata, perché quella felicità dell’unione di Dio con l’anima e il corpo di Dio è la gioia e la felicità divina più grande. Lo spirito e l’anima sono creati al fine d’unirsi in una simbiosi simile a nessun’altra e l’unione dello Spirito di Dio e dell’anima divina è la più grande e la più straordinaria simbiosi di ciò che è. L’unione dell’anima creata e dello spirito non creato è talmente squisita, talmente esemplare e talmente luminosa, che essa ingloba tutto in sé e l’unione degli spiriti creati e quella delle anime create trova in essa la propria felicità.
L’anima divina, che era dimorata senza la minima contaminazione, senza la minima macchia, senza la minima ombra, né la minima imperfezione, durante la passione così crudele fu inabissata e annerita in modo tale, a causa del carico dei peccati del mondo preso su di sé, che essa subì gli assalti furiosi dei demoni e la loro carica depravata in proporzione alla colpa. Orbene, la colpa di cui quell’anima bella si era caricata era così grande, che l’odio e la collera dei demoni furono decuplicati, tant’è vero che essi odiano le loro vittime secondo la misura delle loro cattive azioni.
E’ così che Dio abbandonò la mia anima alla sua sorte e che Dio si risuscitò egli stesso alla vita dell’anima al fine di riunirla alla vita del suo Spirito, quando la pena fu scontata e la sua giustizia ne fu soddisfatta.

LA DISCESA AGLI INFERI

LA DISCESA AGLI INFERI
Dal libro: La Passione del Signore riferita da Lui

L’anima e lo Spirito di nostro Signore Gesù Cristo erano uniti sulla terra come lo sono l’angelo e l’anima dei Santi nel Cielo. E’ per questo che la discesa al inferi dell’anima del signore Gesù Cristo fu la prova d’amore più spaventosa e più triste che vi sia. Lo Spirito del Signore Gesù Cristo è lo Spirito di Dio, Dio egli stesso.
Lo Spirito di Dio attira tutto a sé, ma l’anima del Signore Gesù Cristo prese il cammino in senso opposto al fine d’andare a cercare le anime dei giusti e dei purificati negli inferi. Quella separazione dello Spirito e dell’anima del Signore Gesù Cristo fu il dolore dell’anima divina che sorpassò tutti gli altri dolori.
Il Signore Gesù Cristo è entrato negli inferi. Che cosa sono quegl’Inferi? Gli Inferi di cui tratta sono i luoghi di tutte le anime prive della luce divina. Gli Inferi sono il Purgatorio, le sfere di riposo delle anime in sviluppo, le sfere delle anime che non conoscono Dio, le sfere delle anime che non desiderano raggiungere la luce divina pur non essendo dannate, infine, l’ultima sfera, la più terribile e la più triste di tutte le sfere prive della luce divina: le carceri. Sì, il mondo invisibile possiede le sue prigioni e le sue segrete e le anime che vi soggiornano sono veramente da compiangere. Quelle anime non sono dannate, perché non sono in stato di rivolta e di odio contro Dio, ma esse sono delle povere anime senza volontà e senza gusto per nulla. La prigione è loro necessaria non per richiuderle e punirle; le prigioni del mondo invisibile hanno infatti un uso opposto alle prigioni della terra. Esse servono a proteggere quelle anime dai demoni e dagli spiriti malvagi che le trascinerebbero nella dannazione, nel fuoco, nello zolfo e nella distruzione eterna del loro essere, se le porte e le sbarre di quelle prigioni fossero loro aperte.

Il Signore Gesù Cristo è disceso tanto in basso ed è stato aggredito dai demoni nella sua discesa in quelle sfere profonde. Il Signore Gesù Cristo ha portato la sua luce fin nelle profondità del mondo invisibile e quella discesa agl’Inferi fu una prova dolorosa r caritatevole oltre ogni misura. Le anime in quelle prigioni conservano il ricordo della sua venuta e la sua luce nei muri della notte. La  sua luce splende della luce della speranza e la notte è ormai illuminata da quella luce di speranza, che è un chiarore di non essere perdute per sempre. La luce dell’anima del Signore Gesù Cristo ha illuminato di speranza le sfere di purificazione, di sviluppo e di maturazione e le anime vi trovano la loro speranza, il loro riposo e la loro tranquillità.
E se il Signore Gesù Cristo non vi si fosse recato, la luce della speranza non le rischiarerebbe e tutte le anime, nell’attesa di entrare nel Paradiso si perderebbero per la disperazione e lo sgomento. La discesa agli Inferi dell’anima di nostro Signore Gesù Cristo fu una terribile disfatta per la  sovranità del demonio, che regnava da padrone in quelle sfere di terrore e in quelle sfere di attesa. Non aveva però ricevuto l’autorizzazione di torturare quelle anime, ma la sola presenza di quegli spiriti immondi e odiosi era sufficiente per sgomentare e terrificare le anime che vi soggiornavano. Talune anime giungevano, è vero, ad issarsi fino agl’Inferi degli eletti e dei giusti, ma le altre, quelle disgraziate e deboli, non potevano fare altrettanto. E Dio, per effetto della sua bontà, donava a loro il sonno, affinché il sonno, durante il tempo del sonno, le liberasse dalle loro angosce e dai pericoli. Ma dopo che l’anima del Signore Gesù Cristo ha visitato i luoghi e i bassifondi della via della salvezza, ma alla virtù della speranza.

“L'ultimo esorcista”

“L'ultimo esorcista”

Libro scritto da Don Gabriele Amorth col giornalista Paolo Rodari, ancora migliore dei precedenti, con esperienze estremamente forti e convincenti. Qui solo un breve estratto verso la fine, per mettere a fuoco la prospettiva di Don Amorth sul tempo in cui viviamo. Interessante notare che collega Medjugorje ai tempi finali e i segreti alla “sconfitta di Satana”: il suo potere sarà infranto, distrutto, sconfitto, la sostanza non cambia. Tant'è vero che vede l'Anticristo (falso profeta) prossimo a manifestarsi; ma è di fede che la sua apparizione sarà fugace e «il Signore Gesù lo distruggerà con il soffio della sua bocca e lo annienterà all'apparire della sua venuta» (2Ts 2,8).
Nel 1990, in un suo libro, Don Amorth scriveva: «A Lourdes la Vergine appariva al primo albeggiare; a Fatima a mezzogiorno; a Medjugorje al tramonto».

(dal libro di Don Gabriele Amorth)
Io dico: la misericordia di Dio può tutto. Non è mai troppo tardi per pentirsi, per tornare a Dio. Di certo c'è un fatto. Non si può dimenticare che lo scandalo della pedofilia nel clero è scoppiato in questi ultimi decenni. Questo è il tempo della furia di Satana sul mondo. Una furia che colpisce in modo potente soprattutto la Chiesa. Il fatto che gli scandali siano usciti allo scoperto è un bene. Perché permette alla Chiesa di fare penitenza, di ravvedersi, di non peccare più. Il mondo è in mano al potere del demonio. Con Satana ci sono tanti suoi profeti. Tante persone che la Bibbia chiama falsi profeti. Falsi perché portano alla menzogna e non alla verità.
Queste persone esistono fuori ma anche dentro la Chiesa. Si riconoscono subito: dicono di parlare nel nome della Chiesa e invece parlano nel nome del mondo. Chiedono alla Chiesa di vestire i panni del mondo e così facendo confondono i fedeli e portano la Chiesa in acque non sue. Sono le acque del maligno. Le acque che la Bibbia descrive in modo mirabile nel suo ultimo testo, l'Apocalisse.
La rabbia di Satana esiste da quando esiste il mondo. Ma da quando Dio ha mandato nel mondo suo Figlio, Gesù, questa rabbia è divenuta più forte. Da quando c'è Gesù lo scontro tra i due eserciti è aperto, frontale. Satana aizza il popolo contro Cristo e riesce a convincerlo che è necessario ucciderlo. La morte di Gesù è la vittoria di Satana. Una vittoria apparente perché in
realtà con la risurrezione è Cristo che trionfa. Ma il suo trionfo non cancella il male. Non cancella la presenza del drago, la bestia, Satana. Questi c'è ancora ma da quando è venuto Cristo l'uomo ha la certezza che, se si affida a lui, può farcela. Pur nella difficoltà della vita, può sconfiggere la morte.
Oggi, duemila anni dopo la venuta di Cristo, la lotta è più aspra. Siamo a uno scontro finale. Da una parte l'esercito di Satana. Dall'altra l'esercito di Dio con tutti i suoi santi e i suoi martiri, gente che effonde il proprio sangue a beneficio di coloro che rimangono a lottare. Ogni goccia di sangue dei martiri è usata da Dio nella infinita battaglia contro il demonio.
Disse la Madonna a Medjugorje il 14 aprile del 1982: «Dio ha permesso a Satana di mettere la Chiesa alla prova per un secolo, ma ha aggiunto: Non la distruggerai. Questo secolo in cui vivete è sotto il potere di Satana ma, quando saranno realizzati i segreti che vi ho affidati, il suo potere sarà infranto».
Parole che ci dicono che se Satana oggi è all'opera, all'opera contro di lui c'è anche la Madonna. Sappiamo poco dei segreti affidati ai veggenti di Medjugorje. Sappiamo però che quando -presto, molto presto- questi segreti si realizzeranno, il drago sarà sconfitto e il regno della luce trionferà.
(...) Occorre però fare un'ultima osservazione. Se è vero che la lotta tra Satana e Dio è oggi arrivata a una fase finale, occorre anche ricordare che, come dice la Scrittura, è oggi il tempo dell'Anticristo. Di lui, dell'Anticristo, hanno parlato in tanti. Chi è l'Anticristo? E il nemico per eccellenza di Cristo. Una sorta di figlio prediletto di Satana che verrà nel mondo quando lo scontro con Dio sarà alla resa dei conti. Verrà per combattere Dio ma soccomberà.
Io credo che il tempo dell'Anticristo è il nostro tempo, il tempo dell'inizio del terzo millennio. Non sarà difficile riconoscere la venuta di questa persona: egli, infatti, come dice san Paolo, sedurrà l'uomo presentandosi come l'inviato di Dio esederà nel Tempio di Dio additando se stesso come Dio.
«Chi sei tu?» chiesi una volta a un diavolo che possedeva una giovane donna.
La costringeva a mangiare, mangiare e ancora mangiare. Ingoiava chili di pane e pizza ogni giorno. Ma non era mai sazia. E soprattutto non ingrassava. Era magra e fragile come un fuscello. Ma ingorda come una bestia feroce che non mangia da giorni. Le portavano intere teglie di pizza che sparivano dentro la sua bocca con una velocità incredibile. Vederla mangiare era uno spettacolo tremendo, terribile. Così è stato necessario farle degli esorcismi.

Don Amorth: «Chi sei tu, dimmelo nel nome di Cristo!».
Satana: «Io sono Dio».
Don Amorth: «Non mentire! Dio è uno solo. E tu lo conosci bene».
Satana: «No, io sono Dio. Io sono colui che il mondo adora. Il tuo Dio non è Dio e presto non esisterà più».
Don Amorth: «Taci mentitore. Dio è il Signore del cielo e della terra e tu a lui devi restare assoggettato».
Satana: «Tu non sai niente, prete. Guardati intorno. È pieno di miei discepoli. Chi sono io per loro? Sono Dio».               
Don Amorth: «Tu puoi dire ciò che vuoi. Ma Dio è uno solo. E nel suo nome ti ordino di andartene da questa donna. Di lasciarla libera. Vattene Satana».
Satana: «Io non me ne vado. E anche se me ne vado resto. Resto in altri corpi. Rimango in altre vite. Il mondo è mio e sarà mio per sempre».
Don Amorth: «Il mondo è di Dio. È sempre stato suo. E tu sei destinato soltanto a soccombere».
Satana: «Io non soccomberò. Presto un mio figlio verrà adorato da tutti. Lo chiameranno Dio».

Questo figlio di satana è l’Anticristo…

mercoledì 28 marzo 2012

LA PASSIONE DEL SIGNORE RIFERITA DA LUI

LA PASSIONE DEL SIGNORE
RIFERITA DA LUI

Suor Beghe


Premessa


Gli uomini credono che essi sono ciò che vedono da loro stessi, ma non sono informati di ciò che non vedono.
Il Catechismo in uso nelle diocesi del Belgio (1954) dà le seguenti definizioni: Dio è un puro spirito: gli Angeli sono dei puri spiriti creati da Dio per lodarlo, servirlo e gioire essi stessi della felicità del Cielo; l’uomo è una creatura dotata di ragione e composto di un’anima e di un corpo. L’anima è uno spirito creato ad immagine e somiglianza di Dio, poiché essa è dotata di intelligenza e di volontà ed è chiamata a partecipare alla vita divina per mezzo della grazia.

La differenza tra l’Angelo e l’anima sarebbe quindi che l’uno sarebbe un puro spirito e l’altra solamente uno spirito. Questa differenza non spiegata tra un puro spirito ed uno spirito significa che esiste una differenza e che l’angelo e l’anima sono di natura e d’ordine differente.

Gesù Cristo è il Signore e lo Spirito di Dio è in Lui. Dio è Spirito che si è incarnato nella Persona di Gesù Cristo, nella sua anima e nel suo corpo. E’ perché Dio si è incarnato nella persona di Gesù Cristo, Figlio di Dio, che nostro Signore Gesù Cristo è Dio e che la sua Persona tutta intera è Dio.

Dio ha creato gli uomini a sua immagine e a sua somiglianza (Gen 1, 27), Gesù Cristo essendo Dio, gli uomini sono creati a sua immagine e a sua somiglianza. Essi sono dunque formati come lui di uno spirito (Angelo nominato alla custodia dell’anima e del corpo del suo protetto e chiamato comunemente Angelo Custode), di un’anima e di un corpo, tutti e tre distinti, ma legati inseparabilmente.

L’”Angelo Custode” di nostro Signore Gesù Cristo, vale a dire il suo Spirito, è Dio, il quale secondo il simbolo di Sant’Atanasio è: “Uno nella Trinità e Trinità nell’Unità senza confondere le Persone né dividere la sostanza”. Gesù Cristo, il Verbo di Dio, è il Figlio del Padre e, benché uomo, contiene nella sua Divinità la Trinità. Il Vangelo di San Giovanni lo conferma quando riporta la risposta di Gesù all’apostolo Filippo: “Chi vede me, vede anche il Padre” (Gv 14, 9); e ciò che è vero per il Padre lo è anche per lo Spirito Santo.

Gli Angeli Custodi degli uomini, cioè i loro spiriti, sono gli Angeli creati da Dio al fine d’unirsi all’anima, che essi proteggono e che amano, nella strettezza e nell’intimità d’una unione che niente può separare eccetto l’inferno.

Le anime degli uomini sono destinate ad amare il loro Angelo con un amore squisito e incredibile all’intelletto umano, e la loro unione con lui sotto l’apparenza di un corpo glorioso è l’apoteosi della creazione divina.

Gesù Cristo, Dio, è il Verbo. Ora il Verbo, il Padre e lo Spirito Santo sono Uno. L’anima e il corpo glorioso di Gesù risuscitato sono uniti allo Spirito divino che è Dio e le anime degli uomini sono destinate a partecipare per grazia nel Cielo allo stato divino. Esse saranno – e sono, poiché l’eternità è senza tempo – come Gesù Cristo, unite al loro Angelo nella loro anima e nel loro corpo glorioso.

Gesù Cristo ritornerà nella gloria per giudicare i vivi e i morti e in quel momento del tempo della terra i corpi risusciteranno per godere la vita eterna. Gli uomini risuscitati entreranno nell’eternità e, per grazia, accederanno allo stato divino di “essere”.

Allora potranno dire anch’essi, come Gesù Cristo: Io sono.

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A tutti quei cattolici che vanno dietro alle fedi della new age che vanno dicendo che gli ufo esistono, che sono figli di Dio, che sono superiori di intelligenza umana, ......
Leggetevi con attenzione il Catechismo della Chiesa Cattolica.
Noi siamo ad immaggine di Dio. Pensate se gli ufo di cui parlano le sette, la new age debbano essere figli di Dio. Ma! Gesù è Figlio di Dio, noi siamo immaggine di Dio (Gen 1, 27), siamo figli nel Figlio attraverso il Battesimo . Insomma non si rendono conto che stoltezza nelle loro credenze luciferiani.
Dio ci ha creati intelliggenti. Infatti l'animale non ha intelligenza umana.

l’uomo è una creatura dotata di ragione e composto di un’anima e di un corpo. L’anima è uno spirito creato ad immagine e somiglianza di Dio, poiché essa è dotata di intelligenza e di volontà ed è chiamata a partecipare alla vita divina per mezzo della grazia.


lunedì 26 marzo 2012

ATTENTI HAI ROSARI MASSONICI E SATANICI

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Nuova traduzione della Bibbia - Padre Giulio Maria Scozzaro

Padre Giulio Maria Scozzaro

Anche nella nuova traduzione della Bibbia troviamo la modifica di alcune parole che tendono intenzionalmente a minimizzare la figura della Madonna. Non è un mistero che numerosi Vescovi non pregano la Madonna e ne parlano nelle omelie per inevitabilità! Non è un mistero che cercano di svalutare in tutti i modi la Madre di Dio, infatti vogliono l’ecumenismo con i protestanti e l’eliminazione della devozione alla Madre di Dio. Anche all’interno dei seminari non viene recitato il Rosario giornaliero e la sua recita è facoltativa.
Ci sono quelli che ne parlano ed esprimono concetti superficiali senza alcuna manifestazione di amore.
Non dagli ultimi anni, già negli anni ’70 si sviluppò prepotentemente l’opposizione all’interno della Chiesa alla sana devozione alla Madonna, attaccandola da tutte le parti, esprimendo concetti protestanti ed eretici. L’attacco contro la vera devozione alla Madonna fu portato avanti da diversi Cardinali e Vescovi, ovviamente nessuno intervenne, lasciando seminati un po’ ovunque insegnamenti pienamente opposti alla sana dottrina della Chiesa.
Quando si ripetono i peccati si genera l’accecamento dello spirito, e più si pecca -diventando un’abitudine peccare con facilità-, più aumenta l’accecamento dell’intelletto. Chi rimane nella sua cattiva abitudine di commettere molti peccati, non avanza ma retrocede di colpa in colpa, non avrà più la forza e il desiderio di correggersi. Non ci penserà assolutamente. Godrà nel commettere abusi, complotti e tragedie. Si trasforma in una bestia priva di ragione, che cerca solo di piacere ai suoi sensi!
“Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli” (Mt 10, 32-33).
Il razionalismo ha fatto della Chiesa un deserto.
La solennità di oggi ci presenta la piena disponibilità della Madonna alla volontà di Dio, risponde all’invito dell’Arcangelo Gabriele: “Eccomi, sono la serva del Signore”, mentre la nuova traduzione della Bibbia e il Vangelo proclamato oggi in tutte le Sante Messe, afferma diversamente: “Ecco la serva del Signore”.
La prima frase è la versione tradizionale della dottrina cattolica, la seconda è la versione moderna. Tra le due versioni è presente una differente disponibilità della Fanciulla di Nazaret. Nella prima risposta autentica la Madonna volontariamente si dona a Dio ed accetta con gioia la sua volontà, esprime con piena lucidità la sua donazione al progetto di Dio, si considera Serva del Signore.
Nella seconda risposta moderna, c’è invece un atteggiamento di passività, risponde come costretta dall’annuncio dell’Arcangelo e non si dona liberamente e totalmente a Dio. Come se venisse obbligata e non partecipa con la sua Fede quasi infinita.
Ma non si ferma qui l’aggiornamento riportato da chi ha compiuto la traduzione della Bibbia. La seconda parte della frase nell’espressione autentica afferma: “…avvenga di me quello che hai detto”. Invece quella moderna afferma: “…avvenga per me secondo la tua parola”. La differenza sostanziale è che nella prima frase la Madonna si dona a Dio nella sua totalità, mentre quella moderna intende esprimere la mancata partecipazione della Madonna al piano della salvezza, quindi, “si faccia per me quello che si vuole…”. Si tende a mostrare che non ne poteva fare a meno…
Vediamo le due frasi complete e a confronto, la prima è quella tradizionale, la seconda la moderna:
“Eccomi sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”.
“Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola”.
È un piano per distruggere la potente mediazione della Madonna, già da molti decenni nelle facoltà di Teologia la figura della Madonna è scomparsa e se ne parla per forza d’inerzia. È ovvio che sia così, quando si perde la Fede si diventa come oppositori di Dio, anche se loro non se ne rendono conto, in realtà vivono come nemici di Gesù e della sua Chiesa. E allora detestano i veggenti di Medjugorje e gli apostoli che lavorano con grande amore per la salvezza delle anime.
Basta consultare gli scritti degli antichi scrittori cristiani e dei Santi per comprendere le grandezze della Vergine Maria e la sua potente mediazione presso suo Figlio Gesù. Leggiamo nelle encicliche dei Papi affermazioni illuminanti sulla figura della Madre di Dio ma è tutta la letteratura cattolica antica ad innalzare la Vergine a quel ruolo che Le ha dato Dio stesso.
Non ci fu solamente la volontà di Dio nell’esporre a Maria il suo piano di salvezza, cooperò anche la risposta della Fanciulla, si incontrarono le due volontà. Già Maria aveva scelto di donare interamente la sua vita a Dio e di vivere in castità, proposito certamente ispirato da Dio. Perché Dio preparò la Vergine Immacolata al momento dell’Annunciazione. San Gabriele non poteva portare l’annuncio ad una fanciulla qualsiasi ma alla Fanciulla Immacolata, privilegio concesso elusivamente a Colei che doveva diventare la Madre di Dio, dando un Corpo al Dio degli ebrei, partorendo Colui che avrebbe redento l’umanità.
I grandi Patriarchi e i Profeti più famosi avevano ascoltato la Parola di Dio ed eseguita, in Maria quella Parola si incarna in Lei e si fa Uomo. Senza la collaborazione della Vergine questo non sarebbe avvenuto, ma Dio La preparò ed Ella si lasciò plasmare docilmente. La risposta della Vergine fu piena e collaborativa.
Trascrivo alcune righe dal mio libro “Santo Rosario meditato”.
«Il messaggio del Rosario è uno solo: il Vangelo. Se si condivide questo messaggio meditato nel Rosario, nasce la comunione di intenti nella Chiesa. Recitando il Rosario conosci il Vangelo, ti lasci assorbire dallo stesso Spirito che operava in Gesù nella sua missione pubblica; che operava in Maria, dall’Annunciazione fino all’Assunzione, e che continua ad operare ineffabilmente e potentemente nella Persona della sua Sposa amatissima.
Quando si parla dell’Annunciazione, conosciamo il dialogo tra la Vergine e l’Arcangelo Gabriele; ma anche sotto la croce avvenne un’altra Annunciazione, la seconda. Nel primo annuncio la Madonna accolse il Figlio di Dio nel suo grembo, nel secondo annuncio la Madonna ha accolto ognuno di noi nel suo Cuore Immacolato. Poco prima di spirare, Gesù ha detto: “Figlio, ecco la tua Madre”.
Questo è il secondo annuncio e lo compie Gesù, donando tutti gli esseri umani a Maria. Nel primo, Dio Padre per mezzo dell’Arcangelo dona Gesù a Maria; nel secondo, Gesù stesso dona tutti noi a Maria. È sempre Maria a ricevere Gesù e tutti noi.
Il Rosario è un annuncio di Fede perché fondato sugli eventi che hanno determinato il mistero della Redenzione di ciascuno di noi.
Il Rosario è Maria che contempla la storia del suo Figlio e quanto è stato compiuto per la Redenzione. È la preghiera di Maria, è la preghiera che permette a Maria di agire in un’anima come piace a Lei, per ricolmare di Grazie quell’anima.
Il primo lavoro che compie la Madonna è quello di trasmettere il suo Spirito, affinché il suo Sposo -lo Spirito Santo- riversi i suoi doni nell’anima in cui trova la sua Sposa. È Maria ad attrarre lo Spirito Santo in un’anima, e senza la sua presenza, lo Spirito di Dio non opererebbe.
Così vuole Dio».


Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.

sabato 24 marzo 2012

Non farsi mai mettere le mani in testa - Padre Giulio Maria Scozzaro

Padre Giulio Maria Scozzaro

Come ho già anticipato negli ultimi due giorni, il profeta è sempre accompagnato dai segni che invia Dio. Non c’è vero profeta senza la potenza di Dio, non c’è falso profeta che possa manifestare la potenza di Dio. Il profeta che vive nel Cuore di Dio, ha un’ansia apostolica profonda ed intensa nel cercare di diffondere la conoscenza di Gesù e del suo Vangelo, invece il falso profeta si avvale o strumentalizza il Nome di Gesù per diffondere confusione e uno spirito satanico, per il fatto stesso che agisce con perfidia e falsità.
È un tema molto importante, soprattutto oggi con la moltiplicazione di veggenti e di apparizioni, di persone con “doni” e con l’inganno di imporre le mani in testa per guarire gli ammalati. Solo il Sacerdote può imporre le mani e benedire gli altri, solo le sue mani sono sacre, solo lui è un Altro-Cristo. Non fatevi mai imporre le mani sulla testa dai laici, da persone non consacrate. Pur compiendolo all’interno della Chiesa è in realtà un rito protestante, di provenienza Pentecostale ed è un rito magico. Perché magico se viene utilizzato da molti?
Gli eretici Pentecostali (evangelici) nelle loro riunioni pregano lo Spirito Santo con la pretesa di OBBLIGARLO a scendere sui presenti e a ricolmarli di doni.
Sono abbagliati dalla loro superbia e pretendono dallo Spirito Santo i doni da esibire nella stessa riunione e poi esprimono parole assurde: c’è chi vede Gesù su un cavallo bianco che vola, chi profetizza corbellerie, chi cambia i Comandamenti, chi afferma di essere Gesù che parla ai presenti…
Per questo, il rito dei Pentecostali di imporre le mani sulla testa è gravissimo e pericoloso, esso apre le porte ai diavoli…
Ho conosciuto molte persone con seri disturbi malefici, avvertiti dopo avere ricevuto l’imposizione delle mani da parte di un laico. La confusione anche all’interno dei gruppi cattolici è elevatissima, si cerca l’effetto sensazionale mentre di perde di vista la Persona di Gesù. Sono moltissimi quelli che parlano di Gesù senza conoscerlo e senza avere capito l’essenza del suo Vangelo.
Figuriamoci se riescono a discernere la presenza della Madonna o di satana in un fenomeno!
Anche il Vangelo di oggi ci parla della necessità di possedere la capacità di riconoscere Gesù o di rifiutarlo, come si deve rifiutare una manifestazione se è opera di satana. Di Gesù ognuno diceva quello che pensava senza prima riflettere e senza ragionare alla luce dei suoi straordinari miracoli. Erano più i nemici a volere la morte di Gesù che i seguaci a difenderlo. E quando Gesù operava miracoli molti Lo consideravano un indemoniato, mentre oggi considerano l’indemoniato come un Santo… Purtroppo avviene anche questo, la mancanza di discernimento in molti fedeli improvvisati li conduce a seguire falsi fenomeni.
In queste settimane c’è la trasmissione di Paolo Brosio, è interessante e professionale. Non riesco a vederla per impegni, ho visto una decina di minuti alla fine. Nella prima puntata di qualche mese fa si parlò di un fenomeno, l’indomani mi fu inviata una mail con un messaggio dato dalla Madonna in quel luogo. Leggendolo ho compreso che non andava bene, ma per maggiore sicurezza sono andato davanti al Tabernacolo, ho adorato Gesù in silenzio. In effetti in quel luogo non c’è la presenza della Madonna.
Mi chiedevo però dell’opportunità di avvisare Brosio o meno, non volevo intromettermi nelle sue scelte. Si trattava però di un fatto delicatissimo e non volevo che fosse il primo di altri casi simili. Sia perché Brosio è il personaggio pubblico che parla molto di Medjugorje, sia per Brosio stesso, che sta lavorando con amore e con spirito di abnegazione.
Nella preghiera ho compreso che era opportuno telefonare a Brosio, ci conosciamo, ha letto il mio libro “Perché la Madonna appare a Medjugorje?”. Lo scorso anno incontrandoci gli avevo spiegato che è sottilissima l’azione di satana e che ci sono fenomeni che sembrano divini mentre in realtà è tutta opera di satana. Avevo anche indicato due fenomeni apparentemente divini, mentre in realtà sono diabolici. Non solamente gli ho spiegato la differenza tra l’azione di Dio e quella di satana, ho anche indicato le contraddizioni presenti in questi due fenomeni molto famosi.
Da quanto mi dicono la sua trasmissione è interessante, oggi Brosio è serio e poi è un bravo giornalista. Vi invito a seguirla ma non considerate veri tutti i fenomeni che vengono mostrati, nella trasmissione non viene mai data per sicura un’apparizione, sono tutti fenomeni da valutare con sano discernimento.
Brosio mi ha detto che riguardo quel fenomeno della prima puntata non venne espresso nulla di favorevole, ma si usò il condizionale (sembrerebbe, apparirebbe, ecc…), quindi, non c’è stata alcuna parola favorevole. Mi ha riferito che in queste trasmissioni intende mostrare molti fenomeni senza assumere alcuna posizione, lasciando aperta ogni possibilità. Potete intuire le mie raccomandazioni alla prudenza e a vigilare con quattro occhi, perché satana è troppo malizioso.
Di quel fenomeno della prima puntata si era diffusa una profezia negli anni ’90, in un messaggio era stato preannunciato un disastro che poi veramente avvenne. Ho spiegato a Brosio che satana non conosce il futuro ma lo prevede, con la sua formidabile intelligenza egli intuisce cosa potrà succedere valutando certi avvenimenti. Come anche conosceva i progetti dei terroristi che si preparavano a compiere quell’attentato.
Quindi, la trasmissione di Paolo Brosio non vuole autenticare alcuna apparizione, si limita a raccontare con intelligenza e professionalità varie storie di apparizioni e di fenomeni, sarà compito della Chiesa studiarle e darne una valutazione. L’approvazione del Vescovo locale o il rifiuto del Vescovo non equivale alla decisione finale che spetta alla Santa Sede. Come la mettiamo allora con l’apparizione di Medjugorje osteggiata e ridicolizzata dal Vescovo locale di Mostar?
Negli ultimi due giorni vi ho parlato di una particolarità che si trova nella vita dei Santi e delle anime vicine a Gesù: la persecuzione. Satana non perseguita mai i suoi amici, anzi ne facilita l’apostolato e l’accoglienza ispirando il Vescovo locale con pensieri benevoli verso il veggente o più veggenti. Crea un apparato di laici pronti a testimoniare anche l’inverosimile, per accreditare il falso veggente o falso mistico. Infonde in molte persone un’attrazione diabolica ma efficace verso quel veggente o falso mistico. Ma se questo veggente o falso mistico non ha mai ricevuto persecuzioni, non viene da Dio, perché satana si scatena contro i veri apostoli e i profeti di Gesù Cristo.
Per il solo fatto che i veggenti di Medjugorje sono perseguitati con modalità sataniche, già questo aspetto accredita l’apparizione.
Non può esistere un vero profeta che non sia perseguitato a morte dai diavoli, e dove i diavoli tacciono, lì non c’è la mano di Dio. Si può gridare “santo” a qualcuno che era creduto tale dai suoi seguaci, ma se nella vita non fu mai perseguitato dai diavoli, vuol dire che la sua opera confusa ed equivoca era gradita proprio ai diavoli. Sembra impossibile questo, eppure è provato da casi veramente incredibili.
Non posso scrivere oltre, non voglio turbare quelle persone che compiono certe scelte, come Dio le lascia libere di andare dove vogliono, anche io devo limitarmi ad indicare le modalità dell’azione satanica e la capacità dei falsi profeti di ingannare migliaia di persone. Voglio lasciare libero ognuno di voi di fare le scelte che crede opportune, non mi metterò a fare la lista delle vere e false apparizioni, non si deve mai obbligare nessuno a seguire qualcosa contro la propria volontà, d’altronde io sono solamente un povero uomo che prega.
Chi prega e chiede lumi alla Madonna, riceverà sicuramente buone ispirazioni per capire ed agire con intelligenza.
Avrei molte altre considerazioni da aggiungere, lo farò prossimamente, voglio terminare questo commento con la frase imbarazzata ripetuta dalle guardie mandate dai capi dei sacerdoti e dai farisei ad arrestare il Signore: “Mai un uomo ha parlato così!”. Dinanzi alle parole e alla bontà di Gesù le guardie furono toccate interiormente, ma non i sacerdoti del Tempio, essi non avevano più un cuore. Era stato sostituito dal granito…
In questi duemila anni è sempre avvenuto che tutti i Santi e i missionari (uomini e donne) che hanno diffuso il Vangelo di Gesù nel mondo, e hanno agito nel Nome del Signore, compiendo la sua volontà, sono stati sempre ammirati per le loro parole ricolme di amore, misericordia, perdono. Ma dove non c’è più un cuore, si scatena l’inferno e l’odio prevale sull’amore. Ma per poco tempo. I Santi e i missionari hanno sempre riportato vittorie nel Nome e nella potenza di Gesù.
Quando un vero apostolo annuncia il Vangelo di Gesù, i nuovi farisei si svegliano e dai loro sepolcri cercano di bloccare la volontà di Dio. In questi tempi cercano di riuscirci con Medjugorje, ma “le porte degli inferi non prevarranno” (Mt 16,18).


CONTINUIAMO LE INTENSE PREGHIERE ALLA MADONNA CON LA RECITA GIORNALIERA DEL SANTO ROSARIO PER ME, PER VINCERE L’ATTACCO PORTATO DA SATANA, SCIOGLIENDO QUESTO NODO OPPRESSIVO. CHI MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.

lunedì 19 marzo 2012

martedì 6 marzo 2012

Compendio di Teologia Ascetica e Mistica (1482-1488)


Compendio di Teologia Ascetica e Mistica (1482-1488)
Data: Domenica, 13 aprile @ 15:06:35 CEST
Argomento: Teologia: fondamentale, ascetica...
Di Adolfo Tanquerey. Parte seconda. Le Tre Vie. LIBRO III. Capitolo II. Appendice: il falso misticismo o quietismo. 1° Il quietismo di Molinos. 2° Il quietismo mitigato di Fenelon. 3° Tendenze semiquietiste.

APPENDICE: IL FALSO MISTICISMO O QUIETISMO.
1482.   Accanto ai veri mistici, di cui abbiamo ora esposta la dottrina, ci furono falsi mistici, che, sotto nomi diversi, pervertirono il concetto di stato passivo e caddero in errori dottrinali moralmente assai perniciosi: tali furono i Montanisti e i Begardi 1482-1. Ma l'errore più famigerato fu il Quietismo, che si presente sotto triplice forma:
·  1° il quietismo grossolano di Molinas;
·  2° il quietismo mitigato e spiritualizzato di Fénelon;
·  3° le tendenze semiquietiste.

1° IL QUIETISMO DI MOLINOS 1483-1.
1483.   Michele Molinos, nato nella Spagna nel 1640, passò la maggior parte della vita a Roma, ove disseminò i suoi errori con due opere che ebbero molto esito: La Guida spirituale e L'Orazione di quiete.
L'errore fondamentale di Molinos sta nell'affermare che la perfezione consiste nell'intiera passività dell'anima, in un atto continuo di contemplazione e di amore che, fatto che sia, dispensa da ogni altro atto e perfino dal resistere alle tentazioni; il suo motto è: lasciamo fare a Dio.
1484.   Perchè si colgano meglio tutte le particolarità di quest'errore, contrapporremo su due distinte colonne la dottrina cattolica e le aberrazioni di Molinos.
Dottrina cattolica.
Errori di Molinos.
1) Vi è uno stato passivo in cui Dio opera in noi colla grazia operante; ma normalmente non ci si arriva se non dopo aver lungamente praticato le virtù e la meditazione.
Non vi è che una via, la via interna o la via della contemplazione passiva, che ognuno può procurarsi da sè colla grazia comune; onde bisogna entrar subito nella via passiva e annientar così le proprie passioni.
2) L'atto della contemplazione non dura che poco tempo, sebbene lo stato che nell'anima ne risulta possa anche durare alcuni giorni.
L'atto della contemplazione può durare intieri anni e anche tutta la vita, perfino nel sonno, senza essere rinnovato.
3) La contemplazione contiene in modo eminente gli atti di tutte le cristiane virtù, ma non ci dispensa dal fare, fuori del tempo della contemplazione, atti espliciti di queste virtù.
La contemplazione, essendo perpetua, dispensa da tutti gli atti espliciti delle virtù, che servono solo per gl'incipienti, per esempio, gli atti di fede, di speranza, di religione, di mortificazione, la confessione, ecc.
4) L'oggetto principale della contemplazione è Dio stesso, ma Gesù ne è l'oggetto secondario, e fuori dell'atto contemplativo non si è dispensati dal pensare a Gesù Cristo, mediatore necessario, nè dall'andare a Dio per mezzo di lui.
È imperfezione pensare a Gesù Cristo e ai suoi misteri; è necessario e sufficiente inabissarsi nell'essenza divina: chi si serve di immagini o di idee non adora Dio in ispirito e verità.
5) Il santo abbandono è perfettissima virtù, ma non deve arrivare sino all'indifferenza riguardo alla salute eterna; che anzi bisogna desiderarla, sperarla e chiederla.
Nello stato di contemplazione bisogna essere indifferenti a tutto, anche alla propria santificazione e salvezza, e perdere la speranza, onde l'amore sia disinteressato.
6) Può avvenire nelle prove interiori che l'immaginazione e la sensibilità siano profondamente turbate mentre l'apice dell'anima gode pace profonda; ma la volontà è sempre obbligata a resistere alle tentazioni.
Non bisogna darsi pensiero di resistere alle tentazioni; le più oscene immaginazioni e gli atti che ne conseguono non sono riprovevoli, perchè opera del demonio. Sono prove passive che i Santi stessi esperimentarono e che bisogna guardarsi bene dal dire in confessione. Si giunge così alla purità perfetta e all'intima unione con Dio 1484-1.
L'esposizione che abbiamo fatto della vera dottrina cattolica ci dispensa dal confutare questi errori. Ma dalla storia del quietismo si può trarre la conclusione che, quando si vuole giungere troppo presto alla contemplazione e ingerirvisi da sè senza aver prima mortificate le passioni e praticate le cristiane virtù, si cade tanto più bassi quanto più alti si pretendeva salire: Chi vuol far da angelo finisce con diventar bestia.

2° IL QUIETISMO MITIGATO DI FÉNELON 1485-1.
1485.   Il quietismo di Molinos fu ripreso, sotto forma temperata e spoglio delle conseguenze immorali che l'autore ne aveva tratte, dalla Signora Guyon, che, rimasta vedova in giovane età, si diede con ardore a una pietà sentimentale e fantastica da lei detta la via dell'amor puro. Guadagnò presto alle sue idee il barnabita P. Lacombe e poi, fino a un certo punto, lo stesso Fénelon, che, nella Spiegazione delle massime dei santi sulla vita interiore, 1697, espose un quietismo mitigato, in cui si studiava di illustrare la dottrina del puro amore, "carità pura e senza mescolanza alcuna di motivo del proprio interesse".
Tutti gli errori contenuti in questo libro si possono, a giudizio di Bossuet, ridurre alle quattro seguenti proposizioni: 1) "Si dà in questa vita uno stato abituale di puro amore, in cui più non entra il desiderio della salute eterna. 2) Nell'ultime prove della vita interiore può un'anima essere persuasa, con persuasione invincibile e riflessa, di essere giustamente riprovata da Dio, e in questa persuasione fare a Dio il sacrificio assoluto dell'eterna sua felicità. 3) Nello stato del puro amore l'anima è indifferente alla propria perfezione e alla pratica delle virtù. 4) Le anime contemplative perdono, in certi stati, la visione distinta, sensibile e riflessa di Gesù Cristo" 1485-2...
1486.   È certo un quietismo assai meno pericoloso di quello di Molinos; ma le quattro proposizioni sono false e potrebbero condurre a funeste conseguenze.
1) È falso che ci sia sulla terra uno stato abituale di puro amore che escluda la speranza; perchè, come giustamente dice il 5° articolo d'Issy 1486-1, "ogni cristiano, in ogni stato, benchè non a ogni momento, è obbligato a volere, a desiderare, a esplicitamente chiedere l'eterna salute, come cosa che Dio vuole lui e vuole che vogliamo noi per la sua gloria". -- Di vero c'è che, nei perfetti, il desiderio della beatitudine è spesso regolato dalla carità e che ci sono momenti in cui non pensano esplicitamente all'eterna salute.
2) La seconda proposizione è pure falsa. Vi furono, è vero, Santi che nella parte inferiore dell'anima ebbero impressione vivissima di essere giustamente riprovati; ma non era persuasione riflessa della parte superiore; e se alcuni fecero il sacrifizio condizionato dell'eterna salute, non era però un sacrificio assoluto.
3) Non è neppure esatto il dire che l'anima, nello stato di puro amore, sia indifferente alla propria perfezione e alla pratica delle virtù; abbiamo invece visto che S. Teresa non cessa di raccomandare, anche nei più alti stati di perfezione, lo studio di progredire e di praticare le virtù fondamentali.
4) In fine è falso che negli stati perfetti si perda la vista distinta di Gesù Cristo. Nell'unione trasformativa, come s'è visto al n. 1472, S. Teresa aveva visioni della santa umanità di Gesù Cristo; di vero c'è che, in certi momenti passeggieri, non si pensa esplicitamente a lui.

3° TENDENZE SEMIQUIETISTE 1487-1.
1487.   In certi libri di pietà, per altro ottimi, s'incontrano talora tendenze più o meno quietiste, che, se fossero prese a norma di direzione per le anime ordinarie, condurrebbero ad abusi.
L'errore principale insinuato in cotesti libri sta nell'inculcare, si direbbe, a tutte le anime, anche alle poco progredite, disposizioni di passività che non convengono veramente che alla via unitiva. Si vuol giungere troppo presto a semplificar la vita spirituale, dimenticando che per la maggior parte delle anime questa semplificazione non può vantaggiosamente farsi se non dopo esser passate per la meditazione discorsiva, per gli esami particolari di coscienza e per la pratica delle virtù morali. Siamo agli eccessi di una cosa in sè buona: si vuole portare le anime alla perfezione molto alla svelta, sopprimendo le tappe intermedie, e suggerendo fin da principio i mezzi che riescono bene alle anime più progredite.
1488.   a) Quindi, sotto pretesto di fomentare l'amor disinteressato, non si da alla speranza cristiana il posto che le spetta; si suppone che il desiderio dell'eterna felicità non sia che cosa accessoria e la gloria di Dio sia tutto. Ora, chi ben guardi, la gloria di Dio e l'eterna felicità sono due cose intimamente connesse; perchè la conoscenza e l'amore di Dio sono la via a procurarne la gloria e questa conoscenza e quest'amore costituiscono nello stesso tempo la nostra felicità. Onde, anzichè separarli bisogna unirli questi due elementi, e mostrare come si conciliano e si compiono a vicenda, pur notando che, chi li consideri separatamente, è la gloria di Dio quella che prevale.
b) Così pure si insiste troppo sul lato passivo della pietà: lasciare che Dio operi in noi, che ci porti in braccio, senza aggiungere che Dio questo ordinariamente non fa se non dopo che ci siamo lungamente esercitati nella pietà attiva.
c) Venendo poi ai mezzi di santificazione, si propongono quasi esclusivamente quelli che convengono alla via unitiva: si critica, per esempio, la meditazione metodica e scompartita, come la chiamano; le risoluzioni particolari che, dicono, spezzano l'unità della vita spirituale; i minuti esami di coscienza, sostituendovi una semplice occhiata. Ma si dimentica che gl'incipienti non arrivano ordinariamente all'orazione di semplicità se non per la via della meditazione metodica; che per loro le risoluzioni generali di amar Dio con tutto il cuore debbono essere specificate; e che per conoscere i propri difetti e correggerli è necessario scendere al particolare: sono già abbastanza portati a contentarsi d'uno sguardo superficiale sopra sè stessi, il quale passioni e difetti lascerà come prima.
Insomma si dimentica troppo che, prima di arrivare all'unione con Dio e allo stato passivo, ci sono tappe parecchie da percorrere.
 
NOTE
1482-1 P. Pourrat, La spiritualité chrétienne, t. I, pp. 97-99, 104-107; t. II, pp. 320-321, 327-328.
1483-1 P. Dudon, Le Quiétiste espagnol Michel Molinos, Paris, 1921.
1484-1 Chi voglia conoscere fin dove arrivava Molinos, legga le proposizioni estratte dai suoi libri o dalle sue dichiarazioni e condannate da Innocenzo XI (Decreto del 28 Agosto e Constit. Cælestis Pastor del 19 nov. 1687), in Denzinger, Enchiridion, n. 1221-1288.
1485-1 Fénelon, Maximes des Saints; nuova ed. di A. Chérel, 1911; Gosselin, Œvres de Fénelon, t. IV; L.Crouslé, Bossuet et Fénelon, 1894; Huvelin, Bossuet, Fénelon, le quiétisme; A. Largent, Fénelon, (Diz. di Teol., t. V, col. 2138-2169).
1485-2 Vedi nell'Enchiridion del Denzinger, 1327-1349, le proposizioni di Fénelon condannate da Innocenzo XII.
1486-1 Questi articoli furono redatti nel Seminario d'Issy come risultato delle Conferenze tenute tra Bossuet, Noailles, vescovo di Châlons, Fénelon e Tronson, 1694-1695.
1487-1 P. José, Etudes relig., 20 dic. 1897, p. 804; Mgr A. Farges, Phén. mystiques, p. 174-184.



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Padre Raffele Talmelli, psichiatra ed esorcista, nel suo pregevole libro: «Ecco io vedo i cieli aperti

Padre Raffele Talmelli, psichiatra ed esorcista, nel suo pregevole libro: «Ecco io vedo i cieli aperti
Padre Raffele Talmelli, psichiatra ed esorcista, nel suo pregevole libro: «Ecco io vedo i cieli aperti» , in cui smaschera molte opere del diavolo, quanto mai attuali, e ben più subdole della possessione diabolica, tra cui i falsi misticismi.
Lo afferma con rara competenza Padre Raffele Talmelli, psichiatra ed esorcista, nel suo pregevole libro: «Ecco io vedo i cieli aperti» , in cui smaschera molte opere del diavolo, quanto mai attuali, e ben più subdole della possessione diabolica, tra cui i falsi misticismi.
Carismi, veggenze, guarigioni, stigmate, a volte sono opere diaboliche o patologie psichiche di cui Padre Talmelli è esperto, e di cui offre una panoramica dettagliata ed esaustiva.
Oggigiorno troppa gente basa la propria fede sulle rivelazioni private, anziché sul Magistero e l’esorcista avvisa: «Non va sottovalutata l’opera dei falsari o del Maligno, che tramite astute rivelazioni di per sé ineccepibili nel contenuto, diffondono il sospetto che il discernimento del Magistero non sia corretto o addirittura illegittimo.

Nelle descrizioni delle malattie psichiche elencate da Talmelli, non facciamo fatica a riconoscere qualche mistico, stigmatizzato o visionario che ci è capitato di incontrare o di leggere le torbide vicende su qualche rivista o sito internet. La santità, afferma la Chiesa - ed è bene ricordarlo - non dipende dai fenomeni mistici, ma dalle virtù della persona.
Satana si maschera bene, anche dietro i carismi, ma se una persona non coltiva le virtù, non è onesta, né umile, non vive una vita sacramentale e non è inserita in una dimensione ecclesiale, non può trattarsi che di opera diabolica. Anche le stigmate possono ingannare. È sempre Talmelli ad affermare che esse «compaiono solo in persone la cui vita è già profondamente conformata alla passione di Cristo e rappresentano una sorta di sigillo soprannaturale di una conformazione esistenziale già radicalmente avvenuta. Diversamente siamo sicuramente di fronte a una patologia o ad un fenomeno di origine diabolica…. Se i fenomeni sono veramente mistici vanno a coronare virtù eroiche».

Quindi attenzione a rincorrere carismatici, veggenti e stigmatizzati di cui pullula il mondo e l'Italia. Vale sempre il vecchio adagio: «non è tutto oro ciò che luccica». Mi raccontava un anziano gesuita che durante l’infanzia passava ore a osservare le serpi nascoste nell’erba, avvinto dalla loro abilità nel catturare i passeri. La serpe restava immobile e fissava la preda. L’uccello, ipnotizzato da qualcosa che misteriosamente lo attraeva, scendeva di ramo in ramo, finché giunto a terra, si avvicinava al suo carnefice e veniva fagocitato in un baleno.

Satana stuzzica la nostra curiosità per esporci ai pericoli e poi fagocitarci senza che ce ne accorgiamo. Quando lo scopriamo potrebbe essere tardi!

Talmelli, con la sua competenza di psichiatra e di esorcista, ci avvisa: «I segni tradizionali della possessione sono una sorta di caricatura dei carismi straordinari: il dono delle lingue e dell’interpretazione, della profezia, del discernimento degli spiriti, e persino della guarigione; ancora possono essere presenti fenomeni psicofisici quale levitazione, digiuno prolungato, stigmate, leggerezza o pesantezza». È necessario quindi fare attenzione ad altri segni, soprattutto di ordine morale, che rivelano sotto forma diversa, l’intervento diabolico.

domenica 4 marzo 2012

Monti vuole “abolire” Dio? E i cosiddetti “ministri cattolici” approvano


4 marzo 2012 / In News
Monte Mario è una collinetta che sovrasta il Vaticano. Non vorrei che Monti Mario pretendesse di sovrastare Dio stesso, spazzando via, con un codicillo, quattromila anni di civiltà giudaico-cristiana (e pure islamica) imperniata sul giorno del Signore, “Dies Dominicus”.
Comandamento divino, nel Decalogo di Mosè, che è diventato il ritmo della civiltà anche laica, dappertutto. Perfino in Cina.
Il codicillo del governo che “abolisce” Dio (o meglio abolisce il diritto di Dio che è stato il primo embrione dei diritti dell’uomo, come vedremo) è l’articolo 31 del “decreto salva Italia”.
Dove praticamente si decide che dovunque si possono aprire tutti gli esercizi commerciali 7 giorni su 7 e 24 ore al giorno. Norma che finirà per allargarsi anche all’industria nella quale già è presente questa spinta.
Dunque produrre, vendere e comprare a ciclo continuo. Senza più distinzione fra giorni feriali e festivi (Natale compreso), fra giorno e notte, fra mattina e sera.
Sembra una banale norma amministrativa, invece è una svolta di (in)civiltà perché abolendo la festa comune – e i momenti comuni della giornata – distrugge non solo il fondamento della comunità religiosa, ma l’esperienza stessa della comunità, qualunque comunità, dalla famiglia a quella amicale e ricreativa dello stadio.
Distrugge la sincronia sociale dei tempi comuni e quindi l’appartenenza a un gruppo, a un popolo. Per questo c’è l’opposizione indignata della Chiesa e dei sindacati (pure di associazioni di commercianti).
La cosa infatti non riguarda solo chi – per motivi religiosi – vede praticamente abolita la domenica, il giorno del Signore (per i cristiani è memoria della Resurrezione di Cristo e simbolo dell’Eterno in cui sfocerà il tempo).
Riguarda tutti, ci riguarda come famiglie, come comunità locali o particolari. Infatti è vero che ci sono lavori di necessità sociale che sempre sono stati fatti anche la domenica (pure il commercio in località turistiche e in tempi di vacanza). Ma è proprio l’eccezione che conferma la regola.
La regola di un giorno di festa comune, non individuale, ma comune (sia per la liturgia religiosa che per le liturgie laiche), è infatti ciò che ci permette di riconoscerci.
Ciò che consente di stare insieme ai figli, di vedere gli amici (allo stadio, al mare, in campagna, in bici, a caccia), di ritrovarsi con i parenti, di dar vita ai tanti momenti comuni o associativi.
Se ai ritmi individuali già forsennati della vita si toglie anche l’unico momento comune della festa settimanale (o, per esempio, del “dopocena”), le famiglie ne escono veramente a pezzi. Tutti diventano conviventi notturni casuali come i clienti di un albergo.
E si dissolvono i “corpi intermedi”, i gruppi e le associazioni in cui l’individuo si realizza.
Il giorno di festa comune ci ricorda infatti che non siamo solo individui, ma persone con relazioni e rapporti affettivi. Non siamo solo produttori/consumatori, ma siamo padri, madri, figli, fidanzati, siamo amici, siamo appassionati di questo o di quello, apparteniamo a gruppi, comunità, a un popolo.
Il “giorno del Signore” nasce quattromila anni fa per affermare che tutto appartiene a Dio. Ed è significativo che il comandamento del riposo che fu dato da Dio nella Sacra Scrittura riguardasse – in quell’antichissima civiltà – anche servi, schiavi e animali: era il primo embrione in forma di legge di una liberazione, di un riconoscimento della dignità di tutti, che poi si sarebbe affermato col cristianesimo.
Proclamare il diritto di Dio come diritto al riposo per tutti (e addirittura riposo comune) significava cominciare a far capire che niente e nessuno può arrogarsi un potere assoluto sulle creature.
Perché tutti hanno una dignità e perfino gli animali vanno rispettati. Come pure la terra (i ritmi della terra) che non può essere sfruttata senza riguardo.
Non a caso, proprio sul ritmo settenario della settimana, Dio, nella Sacra Scrittura, comanda al suo popolo quegli anni “sabbatici”, che corrispondevano al “giorno del Signore”, per cui ogni sette, c’era un anno in cui si liberavano gli schiavi, si condonavano i debiti e si faceva riposare la terra.
Questo è il retroterra storico della “Giornata europea per le domeniche libere dal lavoro” che è stata indetta oggi, in dodici paesi europei.
E’ promossa dalla “European Sunday alliance” a cui aderiscono 80 organizzazioni, non solo chiese e comunità religiose (in qualche paese pure ebraica e musulmana), ma anche – e soprattutto – sindacati dei lavoratori e associazioni dei commercianti.
Un’inedita coalizione impegnata in una battaglia anche laica. Battaglia di civiltà come fu quella per la giornata otto ore all’albore del movimento sindacale: infatti si cita come esemplare il caso delle lavoratrici rumene di una catena di supermercati tedeschi che a Natale e Capodanno scorsi si sono ribellate al lavoro festivo e hanno vinto.
Fra l’altro la Corte Costituzionale tedesca ha dichiarato anticostituzionale l’apertura festiva perché lede la libertà religiosa e il diritto al riposo: la vita dell’uomo non è solo comprare e vendere. Perché non siamo schiavi.
La situazione italiana si annuncia come la più dura. Infatti “in nessun Paese europeo esiste che i negozi stanno aperti 24 ore al giorno  e sette giorni su sette”, dichiara ad “Avvenire” il sindacalista della Cisl Raineri. Oltretutto con una decisione piombata dall’alto.
Cgil, Cisl e Uil stamattina distribuiscono un volantino dove si legge: “Oggi non fare shopping! La domenica non ha prezzo”.
I sindacati dicono che sarebbero soprattutto le donne a pagare il prezzo più duro perché sono quasi il 70 per cento del personale nel commercio e sono quelle che già oggi soffrono di più la difficile armonizzazione dei “tempi di lavoro” con la famiglia.
E’ anche provato, dagli esperimenti fatti finora, che questa devastante trovata non avrebbe alcun beneficio né sull’occupazione, né sui consumi, infatti la gente non compra perché è tartassata dallo stato e dalla recessione, non perché il supermercato è chiuso alla domenica.
Infatti la Regione Lombardia ha già annunciato ricorso alla Corte Costituzionale contro la norma “ammazza domeniche”. E la seguono a ruota Toscana e Veneto.
Il mondo cattolico giudica inaccettabile quella norma ed è in subbuglio.
Ora agli italiani, oltre ai soldi, pretendono di sottrarre pure Dio e la domenica. La Chiesa si sente “derubata” di una cosa assai più preziosa dei soldi che dovrà pagare per l’Imu (a proposito della quale non è affatto chiaro se e come le scuole cattoliche si salveranno).
Già la presunzione di Monti nel chiamare “salva Italia” il suo decreto tartassatorio, oltreché irridente è quasi blasfema. Per i cristiani infatti a “salvare” è solo Dio.
Non imperatori, tecnocrati, partiti, condottieri, duci o idoli vari. Al sedicente “salvatore” SuperMario si addice la battuta: “Dio esiste, ma non sei tu. Rilassati”.
Non è un caso se ieri questa decisione del “governo mari e Monti” è stata fulminata nell’editoriale di Avvenire come “emblematica di una deriva culturale, un nuovo ‘pensiero unico’ che maschera come una maggiore libertà e progresso, ciò che in realtà è un impoverimento e una restrizione della libertà stessa”.
“Avvenire” (che ieri, con una bella pagina, ha fornito tutte le informazioni sull’iniziativa di oggi) denuncia il “ribaltamento di valore” che spazza via l’uomo e il giorno del Signore e “mette al centro la merce”.
Sacrosanto. Ma allora perché sostenere entusiasti questo governo e far accreditare perfino l’idea che esso segni il “ritorno alla politica” dei cattolici?
Vorrei chiedere pure ai cosiddetti “ministri cattolici” Riccardi, Passera e Ornaghi: com’è stato possibile approvare entusiasticamente una tale assurdità?
Perché una poltroncina val bene una messa? Speriamo di no. Ma se non è così si oppongano a questa norma. Si facciano sentire.

Antonio Socci

Da “Libero”, 4 marzo 2012