giovedì 5 novembre 2015

Vita da suora, anni di vessazioni in forza di quel patto di obbedienza scritto col sangue

Vita da suora, anni di vessazioni in forza di quel patto di obbedienza
scritto col sangue

Due documenti inediti: una lettera scritta col sangue e un marchio a fuoco. Violenza e sottomissione nell’inchiesta della procura di Avellino sull’istituto religioso dei frati dell’Immacolata: in un dossier storie di presunte vessazioni, abusi, strani giri di denaro e perfino istigazione alla prostituzione.


Le macchie di sangue sono così intense che le frasi che tracciano sembrano ferite ancora aperte. Eppure sono passati ormai 22 anni. Ventidue anni da quella notte in cui alcune suore giurarono obbedienza in una cappella con un rito simile alla «pungiuta», usata dalla ‘ndrangheta per affiliare i membri del clan. È il racconto di una donna che è stata per 12 anni una suora e che insieme ad altre sue consorelle con quel rito dice di aver promesso devozione e fedeltà a padre Stefano Manelli, cofondatore dell’istituto religioso dei frati dell’Immacolata, istituto di diritto pontificio con sede principale a Frigento (Avellino) e con una costellazione di conventi in tutto il mondo. Un documento citato in un dossier sulle cui testimonianze indagano i pm della procura di Avellino e in cui si raccontano storie di presunte vessazioni, abusi, violenze, strani giri di denaro e perfino istigazione alla prostituzione.

Calunnie secondo Manelli, assistito dall’avvocato Enrico Tuccillo. Il dossier fu assemblato dal commissario apostolico del Vaticano, padre Fidenzio Volpi, nominato nel 2013 dopo la sospensione del superiore Padre Stefano Manelli. L’esposto che conteneva il documento, fu presentato all’autorità giudiziaria dal legale Giuseppe Sarno dopo l’improvvisa morte di monsignor Volpi, avvenuta lo scorso giugno. Nel documento ci sono numerose dichiarazioni di frati, suore e familiari di religiosi che tracciano un quadro cupissimo della gestione dell’istituto dedicato all’Immacolata. La promessa di obbedienza vergata col sangue che mostriamo insieme ad alcune testimonianze non è l’unico documento inedito: c’è anche la fotografia di una suora marchiata a fuoco. E questa volta a parlare non sono solo parole sulla carta: «Ho già testimoniato in Vaticano e sono disposta a far esaminare la lettera scritta col sangue e poi controfirmata da padre Stefano Manelli, dai periti della procura. Lo faccio perché ho il dovere di far emergere cosa accadeva in quei conventi lager, dove ci sono ancora nostre sorelle che soffrono».

«Ti devi fare santa» era questa la parola d’ordine utilizzata secondo quei racconti, per convincere suore e frati a sopportare la sofferenza di malattie senza potersi curare, mangiare cibi scaduti e frustarsi: «Mangiavamo la cenere nei pasti e spesso lo facevamo in ginocchio – racconta un’altra ex suora che ora vive in sud America – La sera ci frustavamo con la disciplina, uno strumento con delle punte di ferro. Mentre lo facevamo dovevamo pregare e gli schizzi di sangue imbrattavano i muri. Portavamo anche un cuore fatto con dei chiodini. Lo mettevamo a contatto con la pelle. Io mi sono anche marchiata a fuoco due volte». Dichiarazioni su cui la pm Adriana Del Bene della procura di Avellino ha disposto indagini. Ma in procura non c’è un solo fascicolo: c’è infatti anche un’indagine per truffa aggravata e falso ideologico che ha portato al sequestro di 30 milioni di euro a due associazioni legate all’istituto. Il tribunale del riesame ha poi dissequestrato i beni ma la procura ha proposto ricorso in Cassazione e l’avvocato Sarno ha interpellato sul caso anche il tribunale civile.

Le indagini del procuratore Rosario Cantelmo e del pm Fabio Del Mauro sono focalizzate su una serie di condotte fraudolente che sarebbero state attuate per poter mantenere il controllo sui cospicui patrimoni dell’istituto, così da impedire al commissario apostolico (nominato dalla Santa Sede) di governare l’ordine religioso. Pochi giorni fa la Santa Sede ha commissariato anche l’istituto religioso delle suore. I soldi sono un capitolo molto importante anche nel secondo fascicolo, quello sugli abusi. A parlare è ancora una volta la principale testimone della vicenda che lancia accuse gravissime di presunti casi di induzione alla prostituzione: «Ci mandavano da alcuni “benefattori” molto ricchi e ci chiedevano di essere accondiscendenti. Io mi sono tirata indietro. Anche Manelli aveva modi ambigui». Un atteggiamento raccontato anche nel dossier: «Stavo male quando facevo direzione spirituale con padre Manelli perché facendolo sembrare un fatto naturale spingeva la mia mano verso le sue parti intime».

Nelle pagine raccolte da monsignor Volpi ci sono anche altre descrizioni del genere. Enrico Tuccillo, avvocato di padre Manelli, parla del suo assistito come di un perseguitato e paragona la sua vicenda a quella di figure di Santi come quella di San Pio o San Francesco: «Padre Stefano Manelli desidera vivere in povertà, vuole vivere secondo l’ispirazione tradizionale della chiesa, tutto il resto sono delle strumentalizzazioni e sono delle non verità. Per quanto concerne la truffa credo che il tribunale del riesame abbia già chiarito con il rigetto che non esiste né truffatore né truffato. Poi c’è l’altro filone quello dei dossier delle suore costrette a leccare i pavimenti. È ridicolo e triste. Noi abbiamo già presentato tre denunce per calunnia alla Procura della Repubblica di Avellino».

VIDEO



Abusi, torture e prostituzione nell'Istituto religioso dei frati dell'Immacolata


Avellino, la suora confessa: abusi, torture e prostituzione 
nell'Istituto religioso
dei frati dell'Immacolata


Sottomissioni, violenze e presunti abusi sono stati rivelati da una suora che per dodici anni ha vissuto nell'Istituto religioso dei frati dell'Immacolata di Avellino. Il sito del Corriere della Sera riporta due documenti inediti che raccolgono tutte le testimonianze delle religiose che hanno affermato di essere state coinvolte in giri di prostituzione, abusi e denaro.
Il rito - Era la notte del 31 maggio del 1993, come racconta una suora, quando le sorelle sono state portate in una cappella per giurare obbedienza e fedeltà a padre Stefano Manelli, il cofondatore dell'istituto. Una promessa effettuata con il rito della pungitura, simile a quello usato dalla 'ndrangheta. Le dita delle donne venivano bucate con un ago per far uscire più sangue possibile con cui le donne poi avrebbero dovuto scrivere una sorta di preghiera. Ma non finiva qui, perché molte di loro poi venivano marchiate con il fuoco o venivano costrette a portare un oggetto a forma di cuore al collo fatto di punte di ferro. Il tutto veniva tollerato poiché considerata una dimostrazione di fede nei confronti del Signore.
Soldi e abusi - La stessa testimone racconta svela anche il giro di soldi e di prostituzione che quotidianamente animava l'istituto:"Ci mandavano da alcuni benefattori molto ricchi e ci chiedevano di essere accondiscendenti. Stavo male quando facevo direzione spirituale con padre Manelli perché facendolo sembrare un fatto naturale spingeva la mia mano verso le sue parti intime".
La difesa - Intanto Padre Manelli fa sapere tramite le parole del suo avvocato che "desidera vivere in povertà secondo l'ispirazione tradizionale della chiesa, tutto il resto sono delle strumentalizzazioni e sono delle non verità. Per quanto concerne la truffa credo che il tribunale del riesame abbia già chiarito con il rigetto che non esiste né truffatore né truffato. Poi c'è un altro filone, quello dei dossier delle suore costrette a leccare i pavimenti. È ridicolo e triste. Noi abbiamo già presentato tre denunce per calunnia alla Procura della Repubblica di Avellino".

http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/11845023/Avellino---la-suora-confessa.html


mercoledì 14 ottobre 2015

Si può ingannare l'uomo ma non Dio


Si può ingannare l'uomo ma non Dio.


Krzysztof Charamsa non è stato mai sacerdote, non è stato valido il suo sacerdozio perché ha ingannato l'uomo, ma non Dio che conosce tutto di noi.
Non sono ammessi al sacerdozio gli omosessuali, così le suore lesbiche non sono ammessi e chi fa entrare nei seminari ragazzi con queste tendenze è perché ci sono sacerdoti, vescovi e cardinali con queste tendenze e non sto ad inventare ciò che scrivo.
Non si può ingannare Dio, chi si sposa con l'inganno senza un vero amore tra l'uomo e la donna non è valido il matrimonio davanti a Dio.
Così chi si infiltra nella Chiesa Cattolica da massone o da omosessuale non è valido il sacerdozio davanti a Dio.
I vescovi o cardinali massoni non sono accetti a Dio, non è valido il loro sacerdozio, non sono veri cardinali, sono infiltrati per distruggere la fede cattolica.

Prete Charamsa?



Non mi sento un peccatore...
Dopo la scelta imprudente e direi sconsiderata del teologo Charamsa, ieri ho letto un’altra storia che lascia sconcertati. L’atteggiamento di Charamsa è quello di chi non voleva uscire dalla vita peccaminosa, come lascia intendere lui.
Chissà da quanti anni viveva in piena contraddizione con i Comandamenti e però riusciva a giustificarsi, ad autoassolversi, a trovare giustificazioni che travisava e applicava alla sua situazione.
Domenica scorsa ha rilasciato in televisione una lunga intervista, non l’ho seguita per diverse ragioni, tra cui quella che non mi spinge ad indagare o a voler condannare un sacerdote che liberamente fa le sue scelte e che dovrà dare conto a Dio e non a me e a voi. Però voglio riportare alcune sue affermazioni, che ho ripreso dal web:
«Ho detto alla mia Chiesa chi sono in un gesto di disperazione, questo gesto precedeva il Sinodo, io chiedevo alla mia Chiesa: “Per favore non perdete più tempo”. Ormai la mia vita personale non è più un problema. Io sono fedelissimo al celibato perché il celibato si riferisce all'impossibilità di avere moglie: io non ho mai toccato una donna. Siate liberi, val la pena, dobbiamo essere coerenti con noi stessi sulla terra per vivere in eterno. Dio ci ama così come siamo».
Poteva risparmiare queste dichiarazioni in televisione perché dicendo che è disperato afferma che aveva perduto Gesù da molti anni, perduto la vocazione sacerdotale e che fingeva occupando un ruolo importante presso la Congregazione per la Dottrina della Fede.
Ieri ho letto un articolo che racconta brevemente la storia di un altro sacerdote, e vale la pena leggerlo. Il titolo già lascia esterrefatti: «Prete gay sposato da 8 anni: “Facevo sesso con i cardinali ma adesso da 33 anni amo solo il mio compagno”».
«Aveva lasciato moglie e figlie perché aveva fatto coming out nonostante fosse un prete, e si era trasferito nel piccolo paesino di Terlizzi in provincia di Bari dal Connecticut. Tony Adams non ha mai lasciato e non è mai stato cacciato dalla Santa Romana Chiesa per essere venuto meno all'obbligo della castità e per essersi sposato otto anni fa con il suo compagno.
Come riporta La Gazzetta del Mezzogiorno, padre Adams non ha nemmeno avuto problemi a raccontare della sua relazione omosessuale che va avanti da 33 anni ormai. È l'unico caso al mondo di un prete cattolico sposato con un uomo che sfida la legge e il Comandamento della Chiesa.
Dopo aver rilasciato un'intervista in cui aveva rivelato le sue scelte anticlericali solamente la Diocesi di Hartforf lo aveva cercato per “risolvere la questione”. “Io resterò un prete per sempre, non intendo uscire dalla mia Chiesa che non è quella degli affari economici e delle lobby di potere ma quella delle parole di Gesù. E quando mai Gesù ha detto qualcosa contro l’amore omosessuale?
Non mi sento un peccatore, ho fatto esattamente quello che Gesù diceva ai suoi discepoli, di avere una vita autentica e di seguire i Comandamenti. Io sono nel Regno di Dio”, aveva dichiarato il prete italo-americano.
Ma ora che ha 73 anni Padre Adams insieme a suo marito, di origini calabresi, ha confessato anche le macabre vicende che in passato vedeva in Vaticano, quando all'epoca era un giovane cerimoniere.
“Oggi è molto più semplice ammettere una cosa del genere, ai miei tempi era impossibile. Tutti sapevano dell'omosessualità che regnava sovrana tra i preti, tutti sapevano delle relazioni anche tra cardinali e giovani sacerdoti, ma nessuno diceva e faceva niente.  Si copriva tutto.
E si faceva sesso anche per fare carriera in Vaticano, anche io l’ho fatto con quell'arcivescovo polacco. Ma non feci carriera. Anzi, dopo quella storia capii che molti uomini che lì dentro portavano la tonaca, più che Dio amavano il potere.
Ecco perché decisi di lasciare Roma e il Vaticano e di ritornare nel Connecticut dove, poi, ho incontrato l'amore della mia vita”».
Questa è una denuncia che nasconde molto veleno vendicativo ma non diciamo che afferma falsità. Ci sono verità nel suo racconto. Qui vogliamo prendere in considerazione lo stato spirituale di gran parte del Clero, di molti che danno consigli perché Padri spirituali e non sempre seguono le direttive e la morale della Chiesa.
Si conosce quanto danno compie in questi anni un Vescovo consacrato perché affiliatosi alla massoneria ecclesiastica, e nelle sue catechesi continua da oltre venti anni, da prima della consacrazione vescovile, ad insegnare una falsa morale sessuale, ad orientare tutti verso un modernismo senza Dio, presentando un Gesù astratto e pieno di misericordia. Che perdona tutti i peccati… anche senza necessità del pentimento…
Chi perde la vocazione o la baratta con la carriera, perdendo completamente la vocazione, non riesce più a vivere con gioia e amore la sua donazione a Dio, non riesce più a controllare gli impulsi simili a leoni ruggenti e inventano nuove dottrine false e ridicole.
Come ridicole sono le giustificazioni delle due dichiarazioni di sopra, sono inconcepibili e offendono l’intelligenza. Charamsa che si dice disperato, Adams che afferma temerariamente: “Gesù ha detto qualcosa contro l’amore omosessuale?”.
Non conosce il sesto Comandamento o l’ha rimosso dalla mente… non avrà letto la parole in San Paolo: “… né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il Regno di Dio” (1 Cor 6,10).
Adams dimentica il significato di sodomiti presente nella Sacra Scrittura. I sodomiti erano colpevoli di sodomia, comunemente descriveva l’atto specifico del sesso anale, era dunque il peccato commesso dagli omosessuali.
Nella Divina Commedia di Dante, i sodomiti sono i violenti contro Dio in quanto peccatori contro natura, detti così dalla città biblica di Sodoma dove l’omosessualità maschile era largamente praticata. Dante li colloca nel terzo girone del VII Cerchio dell’inferno, costretti a camminare nel sabbione rovente sotto la pioggia di fuoco, e dice che sono più numerosi delle altre schiere di anime, come i bestemmiatori e gli avari.
Soprattutto Gesù afferma che bisogna farsi eunuchi per entrare nel Regno dei Cieli. Non si riferisce alle persone sposate, si rivolgeva agli Apostoli che erano chiamati ad una vita di castità totale. “… e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il Regno dei Cieli. Chi può capire, capisca” (Mt 19,12). Eunuchi erano quelli che non praticavano sesso.
Queste precisazioni ci mostrano che la Bibbia e le Parole di Gesù sono precise riguardo l’omosessualità, poi ogni persona liberamente fa le sue scelte, conoscendo il Bene e il male, e qualsiasi giustificazione rimane infantile ed inutile.
Non devono convincere noi, ma non devono falsare la verità dicendo che fanno bene, già questa affermazione è eretica e gravissima. Addirittura dovranno rispondere a Dio anche per gli scandali che danno rilasciando interviste e istigando molti a rimanere in quel peccato o a convincersi che non è più peccato. Punto.
Oggi Gesù ci dice che non è importante pulire l’esterno della persona e lasciare il marcio all’interno, prima bisogna purificare l’interno e chi si trova in una situazione di peccato, con fiducia e ferma decisione deve rivolgersi ad una guida spirituale e capire come deve fare per vincere le tentazioni.
Nessuno si abbatta perché Gesù conosce i cuori di tutti, e dove vede anche un piccolo desiderio di cambiare vita, gioisce ed aiuta, ma bisogna collaborare con determinazione e proporsi una vera lotta contro i vizi e le tentazioni che martellano di continuo.
Rivolgetevi alla Madonna e recitate sempre il Santo Rosario, sarà facile vincere le tentazioni quando si invoca la Madre di Dio.
Così hanno fatto anche i Santi come San Benedetto, San Francesco e altri, e hanno ottenuto sempre il trionfo sulle tentazioni.
1 Ave Maria per Padre Giulio



Prete gay sposato da 8 anni



Prete gay sposato da 8 anni: "Facevo sesso con i cardinali ma adesso da 33 anni amo solo il mio compagno"

Aveva lasciato moglie e figlie perché aveva fatto coming out nonostante fosse un prete, e si era trasferito da nel piccolo paesino di Terlizzi in provincia di Bari dal Connecticut. Tony Adams non ha mai lasciato e non è mai stato cacciato dalla Santa Romana Chiesa per essere venuto meno all'obbligo della castità e per essersi spostato otto anni fa con il suo compagno.                                     Come riporta La Gazzetta del Mezzogiorno, padre Adams non ha nemmeno avuto problemi a raccontare della sua relazione omosessuale che va avanti da 33 anni ormai. È l'unico caso al Mondo di un prete cattolico sposato con un uomo che sfida il clima conservativo dell'istituzione religiosa.
Nessuna chiamata da Roma - Dopo aver rilasciato un'intervista in cui aveva rivelato le sue scelte anticlericali solamente la Diocesi di Hartforf lo aveva cercato per "risolvere la questione". "Io resterò un prete per sempre, non intendo uscire dalla mia Chiesa che non è quella degli affari economici e delle lobby di potere ma quella delle parole di Gesù. E quando mai Gesù ha detto qualcosa contro l’amore omosessuale? Non mi sento un peccatore, ho fatto esattamente quello che Gesù diceva ai suoi discepoli, di avere una vita autentica e di seguire i comandamenti. Io sono nel Regno di Dio", aveva dichiarato il prete italo-americano.
Sesso con l'arcivescovo - Ma ora che ha 73 anni Padre Adams insieme a suo marito, di origini calabresi, ha confessato anche le macabre vicende che in passato vedeva in Vaticano, quando all'epoca era un giovane cerimoniere.                              "Oggi è molto più semplice ammettere una cosa del genere, ai miei tempi era impossibile. Tutti sapevano dell'omosessualità che regnava sovrana tra i preti, tutti sapevano delle relazioni anche tra cardinali e giovani sacerdoti, ma nessuno diceva e faceva niente. Si copriva tutto. E si faceva sesso anche per fare carriera in Vaticano, anche io l’ho fatto con quell'arcivescovo polacco. Ma non feci carriera. Anzi, dopo quella storia capii che molti uomini che lì dentro portavano la tonaca più che Dio amavano il potere. Ecco perché decisi di lasciare Roma e il Vaticano e di ritornare nel Connecticut dove, poi, ho incontrato l'amore della mia vita", ha concluso.


La misericordia non implica trascurare la giustizia


L’esorcista Loschiavo: “La misericordia non implica trascurare la giustizia”


“La teologia del cardinal Kasper? Se percorsa sino in fondo, e alla lettera, potrebbe consegnare la chiesa cattolica allo scisma e  determinerebbe una deriva  all’ insegna dell’ apostasia”: ecco l’affondo di padre Gennaro Loschiavo, esorcista del Santuario Avvocatella di Cava de’ Tirreni. Con lui parliamo del Sinodo sulla famiglia,  del demonio, passando per lo strano outing del teologo polacco gay.
Don Gennaro, per caso la vostra “clientela” è aumentata negli ultimi tempi?
“Spiacevolmente dico di sì. Questo succede perchè tanta gente si mette incautamente nelle mani di veri imbroglioni  e mi riferisco a cartomanti e maghi, e poi termina in una spirale dalla quale uscire diventa molto difficile.  E’ una conseguenza del secolarismo e del fatto che oggi si prega poco, la fede scarseggia e concetti base come digiuno, preghiera e penitenza  sono caduti in secondo o addirittura terzo piano, spesso ridicolizzati da questo contesto”.
E la Chiesa cattolica che cosa fa?
“Quello che può, lotta. Però, bisogna chiarirsi le idee. Tanto per  andare nel campo degli esorcisti: siamo pochi, molto pochi. Poi la Chiesa è giusto che sia nel mondo con i piedi ben piantati nella realtà che la circonda, ma non deve contaminarsi col mondo ed oggi questo rischio si corre. In poche parole la chiesa non deve scivolare sul terreno mondano. Tradiremmo Gesù e il suo Vangelo. Per esempio sento tanto parlare di misericordia ed è giusto che sia così. Tuttavia, la misericordia non implica trascurare la giustizia. Fare i propri comodi confidando sulla misericordia non è bello e alla fine chi infonde questa idea si rende corresponsabile delle sue negative conseguenze”.
Veramente è il cardinal Kasper che si rende paladino quasi senza limiti della misericordia..
“Le ripeto. Il Vangelo è misericordia e nessuno lo vuole mettere in discussione. Tuttavia, la teologia di Kasper, se seguita alla lettera, ci porta poco alla volta all’ apostasia e  rischiamo anche scisma. Per fortuna credo che alla fine a tanto non arriveremo perchè in tutti prevarrà il buon senso”.
Il vescovo messicano Raul Vera ha detto che i gay salveranno la chiesa..
“Non intendo commentare. In ogni caso dico che chi vive nel peccato, può sempre aspirare alla salvezza se si pente sinceramente cambiando vita e atteggiamenti. E allora, solo allora, potrà prendere la comunione. Ricordo che la sodomia, atto contro natura, è e resta, peccato gravissimo”.
Che dire del teologo polacco gay ed esternatore?
” Un atteggiamento probabilmente ispirato da Satana. Pervicace ed orgoglioso nell'errore. La sua è stata una manovra forse preparata e preordinata al fine di farsi pubblicità e danneggiare la chiesa”.
La chiesa oggi crede a Satana?
“Non crederci significa rifiutare e rinnegare il Vangelo che ne parla. Oggi, spiacevolmente, tanti preti, forse per amore della modernità, sembrano poco convinti. La cosa strana è che persino qualche vescovo sia per lo meno tiepido sul punto”.
Bruno Volpe


sabato 12 settembre 2015

La Chiesa si trova in una confusione inquietante



Mai prima di questi decenni la Chiesa si è trovata in una confusione così inquietante, molti parlano di una lotta al suo interno per il potere e l’affermazione di una dottrina incerta.
Trascrivo le affermazioni di alti Prelati, preoccupati per i movimenti interni alla Chiesa.
Il Sinodo sulla famiglia è alle porte e il capo del Sant’Uffizio, Cardinale Gerhard Müller, avverte: “La riforma protestante iniziò allo stesso modo, con il Sinodo qui si rischia lo scisma nella Chiesa”.
Affermazione atomica, riferita in questo caso per il bene della Chiesa. Il Cardinale Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Gerhard Ludwig Müller, avverte che c’è il rischio di uno scisma interno alla Chiesa Cattolica ora che il Sinodo ordinario sulla famiglia è alle porte (i lavori inizieranno tra un mese esatto e si protrarranno per tre settimane).
Chi ha detto queste parole è il custode della sana dottrina della Chiesa Cattolica, colui che aiuta il Papa a riaffermare in ogni tempo gli insegnamenti di Gesù, ma qui assistiamo ad un dissenso proprio da parte del Cardinale Müller nei confronti del Papa.
Perché il Papa ha voluto il Sinodo e gli argomenti che saranno discussi nel Sinodo, faranno tremare le colonne del Bernini.
Ancora il Cardinale Müller continua e precisa: “Non dobbiamo farci ingannare quando si ha a che fare con la natura sacramentale del matrimonio, la sua indissolubilità, la sua apertura alla procreazione, e la complementarietà fondamentale dei due sessi”.
Lo ha detto intervenendo a Ratisbona, città di cui è stato Vescovo dal 2002 al 2012, prima di essere chiamato a Roma da Benedetto XVI.
Sono tante le discussioni nate per difendere o dissociarsi dalle iniziative prese da Papa Francesco, certo la sua proposta ripetuta ieri all’Angelus avrà causato turbamento in molti parroci, frati e suore.
Non possiamo immaginare le reazioni.
Queste le sue parole. “In prossimità del Giubileo della Misericordia, rivolgo un appello alle parrocchie, alle comunità religiose, ai monasteri e ai santuari di tutta Europa ad esprimere la concretezza del Vangelo e accogliere una famiglia di profughi”.
È un gesto bellissimo aiutare i profughi, dare ospitalità, cibo, vestiario a chi ha bisogno, perché tutti dobbiamo amarci, ma già numerosi Religiosi lamentano l’ospitalità di una famiglia musulmana o più persone musulmane in un convento o una parrocchia o un monastero cristiano.
Questa accoglienza nei conventi e nei monasteri disturberebbe la vita comunitaria, trasformerebbe il senso personale della preghiera, causerebbe lo svilimento della preghiera o comunque una grande confusione spirituale nella vita comunitaria dei Religiosi.
Non c’è dubbio che dobbiamo aiutare quelli che soffrono, però la preoccupazione di molti Prelati è il ridimensionamento della preghiera cattolica e della vita cristiana che devono condurre i Religiosi che vivono nelle Comunità.
Quanti riescono a superare questa fase non avranno problemi, mentre altri potranno rimanere disorientati e storditi.
Lo afferma addirittura un Cardinale ungherese.
Anche se ha espresso una motivazione valida ma non propriamente religiosa, è sempre forte la sua affermazione. Ieri sera la stampa ha diffuso questo comunicato: «Il Cardinale ungherese Peter Erdoe, Arcivescovo di Esztergom, risponde negativamente all'invito di Papa Francesco a tutte le parrocchie a ospitare una famiglia di profughi.
Dice infatti ai giornalisti che la Chiesa Cattolica ungherese “non può accogliere i migranti per dare loro assistenza, in quanto questo comportamento potrebbe essere qualificato come illegale, come un traffico di esseri umani”».
Dopo la sua, si alzeranno molte altre voci di dissenso e questo, con mio grande dolore, indirizzerà molti Prelati verso lo scisma.
Con grande sofferenza mi ritornano in mente le parole oggettivamente irreprensibili del capo del Sant’Uffizio, Cardinale Gerhard Müller di tre giorni fa: “La riforma protestante iniziò allo stesso modo, con il Sinodo qui si rischia lo scisma nella Chiesa”.
Da mesi si pensa a questo Sinodo con preoccupazione, anche se nulla è scontato e non deve crearsi una specie di panico da Sinodo. Preghiamo perché Dio illumini i partecipanti e si arrivi a decisioni univoche.
Anche se c’è un grande silenzio, molti Consacrati temono che il Sinodo di ottobre provochi dissapori nella gerarchia e non si arrivi ad una decisione collegiale.
I contrasti saranno pericolosi per l’unità della Chiesa. Preghiamo con molto amore e con costanza, perché lo Spirito Santo guidi tutti.
Ieri campeggiava un titolo disarmante su un quotidiano, che ci fa raggelare: “La guerra dei due Papi. Presto ci sarà la resa dei conti”.
Non diamo mai pieno credito agli articoli ma quando sono circostanziati e documentati, infondono sicuramente la necessità della lettura attenta.
Estrapolo queste righe dall’articolo di Caterina Maniaci di “Libero”:
“Cinque ottobre 2015: inizia il Sinodo sulla famiglia, seconda sessione. E si apre una pagina quasi epocale per la Chiesa intera. In gioco c'è, soprattutto, la sfida posta dalla modernità: le rivoluzioni copernicane in fatto di famiglia, unioni civili, sesso, identità, valori, migrazione e accoglienza, devono essere accolte o respinte, oppure, ancora, mediate? E quanto potranno incidere sulla struttura stessa della Chiesa...
Cambierà il modo di vivere il sacerdozio? Sono questioni centrali e su di esse, com'è già successo molte volte nel corso della sua storia millenaria, le posizioni si radicalizzano. A poche settimane dalla convocazione sinodale il confronto si è trasformato a volte in scontro acceso.
Per tutta l'estate ha molto fatto discutere la pubblicazione di alcuni libri, in vista del Sinodo. Due raccolgono interventi di cardinali e vescovi che si oppongono alle correnti di cambiamento della dottrina e della pastorale matrimoniale, che hanno nel cardinale Walter Kasper il loro esponente di spicco.
Un altro libro che ha fatto molto discutere si intitola “Dio o niente”, l'ha scritto il cardinale guineano e carismatico Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il culto divino, è uscito in Francia lo scorso febbraio e, visto l'enorme interesse che ha suscitato, sta per uscire in altre nove edizioni. Inclusa quella italiana.
Il libro è stato presentato qualche giorno fa a Ratisbona, in Germania (luogo “evocativo” per il pontificato di Joseph Ratzinger). Era presente il cardinale Gerhard Müller, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, che ha rilasciato dichiarazioni forti, come ha ricordato ieri “Il Foglio”.
Ossia, a quanti sostengono che in discussione ci sia solo la prassi pastorale, che può essere modificata e adeguata ai tempi correnti, non certo la dottrina, il porporato ha ricordato che “si dovrebbe essere molto vigili e non dimenticare la lezione della storia della Chiesa”, visto che è stato sulla questione della separazione tra dottrina e pastorale che è poi sorta la rivoluzione protestante del 1517.
Insomma, è stata evocata la grande ombra dello scisma».

Padre Giulio Maria Scozzaro


Segreto mondiale per distruggere il cristianesimo



Gesù qui è molto chiaro, pronuncia quattro beati ai buoni e quattro guai ai corrotti, si rivolge a tutti perché nel mondo c’è bene e male.
Le otto Beatitudini di San Matteo sono racchiuse in queste quattro di San Luca, sono le più essenziali ma senza trascurare le altre.
Gesù promette in questa vita una felicità che nessuna ricchezza e nessun potere potranno mai donare. La sua promessa è stata vissuta da miliardi di cristiani vissuti in questi duemila anni e la Madonna continua a venire in mezzo a noi a richiamarci alle cose di Dio.
L’uomo di oggi ha però molte distrazioni, le sue dissipazioni sono innumerevoli nella giornata, e l’uomo e la donna sono responsabili del loro futuro. Le dissipazioni sembrano qualcosa di innocuo, ma non è così, chi perdura nelle dissipazioni non riesce a vivere una spiritualità regolare.
Improvvisa la sua Fede, dimentica Gesù e la Messa, non fa più caso ai peccati commessi.
Portano sregolatezze nella vita, in contrasto all’equilibrio e alla temperanza. Le cattive abitudini sono la rovina della vita spirituale!
Nel mondo si è imposto uno stile di vita senza Dio, tutto si compie in funzione del piacere dissoluto, non ci sono più limiti alla depravazione. In ogni settore della vita si percepisce che Dio è stato escluso e sono pochi i cristiani che credono con coraggio e continuano a frequentare la Santa Messa.
Tutti gli ex praticanti hanno perduto la bussola della vita e l’ago della stessa bussola gira al contrario. Che si deve fare?
Le Istituzioni e i mass-media agiscono come se avessero dinanzi agli occhi un solo proposito: danneggiare la Chiesa, eliminare il Cristianesimo. Non ci fate caso che le scelte politiche dei potenti e la programmazione delle tv sono impostate contro i valori cristiani?
I giovani sono i più esposti e i più colpiti, sono fortunati quelli che hanno genitori che pregano e ottengono per le loro preghiere la protezione della Madonna, oltre a aiutarli a comprendere la pericolosità della vita.
Quindi, se le Nazioni perseguono lo stesso disegno di islamizzare l’Europa, i mass-media ne sono complici ed evidenziano quanto può commuovere la popolazione. Mostrano e parlano per giorni del bambino trovato immobile sulla battigia in Grecia e fa il giro dei social network per riaprire il dibattito su profughi e accoglienza.
Quella foto commuove, ma i cristiani più di tutti provano compassione. Non rimangono indifferenti nel vedere un bambino senza vita.
Erano profughi siriani, dalla costa turca di Bodrum volevano raggiungere l’isola greca di Kos e approdare così in Europa. Ma per 12, parte di un gruppo di 23 che ha tentato la traversata a bordo di due piccole imbarcazioni, quel tentativo è finito in tragedia. Sono morti travolti dalle onde, non lontani dalla costa.
I loro cadaveri sono stati riportati sulla spiaggia dalla corrente. Tra loro, appunto, quello di un bambino che secondo le autorità turche avrebbe circa due anni. L’immagine del suo corpo riverso bocconi sulla battigia ha commosso molti di noi.
Chiediamo però ai mass-media come mai non danno risalto alle uccisioni con metodi militari, anche con le torture, di tantissimi bambini cristiani in Iraq? Questi bambini non fanno notizia? Non si devono far conoscere le continue stragi di cristiani in Siria, in Iraq, in Pakistan?
Qui c’è un progetto incredibilmente studiato con maestria, stiamo assistendo alla realizzazione del più strategico piano mondiale segreto, organizzato per distruggere il Cristianesimo, anche con l’invasione musulmana dell’Europa.
Il piano Kalergi è la spiegazione di questo grande esodo di milioni di immigrati dall’Africa verso l’Italia e l’Europa:http://www.informarexresistere.fr/20…/…/07/il-piano-kalergi/
Leggiamo un brano: “Benché nessun libro di scuola parli di Kalergi, le sue idee sono rimaste i principi ispiratori dell’odierna Unione Europea. La convinzione che i popoli d’Europa debbano essere mescolati con negri e asiatici per distruggerne l’identità e creare un’unica razza meticcia, sta alla base di tutte le politiche comunitarie volte all’integrazione e alla tutela delle minoranze. Non si tratta di principi umanitari, ma di direttive emanate con spietata determinazione per realizzare il più grande genocidio della storia”.
Verso gli immigrati io provo un grande amore e una intensa vicinanza al loro dramma di vivere in condizioni penose. Vorrei che ottenessero immediatamente le migliori condizioni per vivere dignitosamente, mi rende felice il loro miglioramento sociale, per avere una vita decorosa.
Ma sono le vere vittime di un sistema che neanche li considera come esseri umani, altrimenti la politica non permetterebbe la traversata del Mediterraneo su imbarcazioni fatiscenti. Non rimarrebbe indifferente alle migliaia di morti. Chi sono i veri colpevoli di queste stragi?
Non si può rimanere indifferenti. Cosa dobbiamo fare allora anche con gli immigrati clandestini che vagano per l’Italia? Aiutarli, accoglierli perché te li ritrovi sotto casa morti di fame e seguendo la dichiarazione del Papa, bisogna aprire le porte delle parrocchie, delle comunità religiose e dei monasteri.
Però aumentano i parroci confusi che si chiedono per quanto tempo dovranno restare gli immigrati nei locali parrocchiali, considerando che sono musulmani e pretendono un loro spazio per le loro preghiere.
La parrocchia, i conventi e i monasteri cristiani dovranno diventare cristiani/musulmani? E la Santa Messa?
Quanti italiani non riescono a pagare le medicine necessarie per sopravvivere, non hanno una casa, non hanno cibo, non riescono a dare ai loro bambini quelle cose indispensabili per aiutarli a crescere bene?
L’Unione Europea non soddisfatta dell’invasione senza controllo e della disperazione di milioni di europei, chiede con insistenza all’Italia di approvare i matrimoni gay.Un'altra ingerenza di campo, l'ennesima. Mentre la commissione Giustizia di Palazzo Madama esamina gli emendamenti al ddl sulle unioni civili, riparte il pressing dell'Unione europea su Matteo Renzi affinché conceda agli omosessuali il matrimonio.
L'ultima istituzione a interferire con il parlamento italiano è stato l'Europarlamento che ieri ha chiesto a nove Stati membri, tra cui l’Italia, di "considerare la possibilità di offrire" alle coppie gay istituzioni giuridiche come "la coabitazione, le unioni di fatto registrate e il matrimonio".
L’unico che in queste settimane ha difeso i valori morali, quindi, la Chiesa, è il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro. Dinanzi alla richiesta delle sfilate del gaypride, ha risposto: “Il Gay pride con le carnevalate che ho visto, mi fa schifo. Ci sono omosessuali che con queste manifestazioni strumentali hanno più interesse ai voti più che ai diritti”.
“Io non ho nessuna comunità gay contro, ma soltanto una parte sinistroide che ha politicizzato un’idea di genere. Le scelte individuali di un soggetto omosessuale non mi permetto neanche di giudicarle”.
“Io ho detto che per quanto mi riguarda non organizzerò mai un Pride, non ci sono mai andato, non ci andrò perché non ne sento la necessità, non ho nessun potere di negare o autorizzare nulla, ma se il Gay Pride sono quelle scene disgustose che ho visto su Internet o in televisione con le varie mercanzie allo spasso e le varie sceneggiate, io dico che mi fa schifo”.
“Se invece manifestazioni legittime di protesta, anche se non so per cosa protesta la comunità omosessuale, si chiede l’autorizzazione alla Questura e non sono certo io che posso vietarle. È chiaro il concetto?”.
Brugnaro entra nel merito del tema delle unioni civili: “È giusto chiamarle unioni e non famiglia, in ogni caso su tutti i diritti credo che sia doveroso fare qualcosa. Diverso è parlare di due mamme o due papà: dobbiamo dire con fermezza che i bambini nascono da una mamma e un papà”.
È un sindaco ma parla come un grande apostolo cristiano, difensore dei valori morali e della Chiesa.
Esprime il pensiero che ogni cattolico autentico dovrebbe coltivare e dichiarare pubblicamente.
Gesù oggi ci parla di beati e di guai, ognuno di noi con le sue scelte e con la sua vita, si è posto in uno dei due cammini, di vita eterna o di disperazione eterna. Gesù vuole salvare tutti, anche i più grandi peccatori, ma questi avranno il tempo e la capacità spirituale di chiedere perdono per i crimini che compiono?

Padre Giulio Maria Scozzaro


I messaggi a don Minutella? Ingannevoli e fuorvianti



I messaggi a don Minutella?
Ingannevoli e fuorvianti


Il vescovo di Monreale: "Tali pratiche oltre ad essere contrarie al volere della Chiesa, sono fortemente sospette di manipolazione delle coscienze".



MONREALE - "Poiché 'le divine locuzioni' di cui don Minutella è artefice vengono ampiamente diffuse online, e rappresentano un serio rischio per il profondo turbamento di molte coscienze, si precisa che sono ingannevoli e forvianti le sue 'profezie' e che la loro diffusione mette seriamente a rischio la genuina devozione popolare verso la Madonna, gli Angeli e i Santi". E' durissima la presa di posizione del vescovo di Monreale, Michele Pennisi, relativamente alla vicenda dei messaggi della Madonna al sacerdote palermitano Alessandro Minutella.

Il presbitero ha fondato a Carini (territorio della diocesi di Monreale) un centro di preghiera, nel quale ha anche scavato una buca da cui sgorga acqua a cui Minutella attribuisce proprietà soprannaturali. Il sacerdote, inoltre, asserisce di ricevere messaggi dalla Madonna e indicazioni dagli angeli. Attorno a lui si è già riunito un folto numero di fedeli e la notizia è rimbalzata sui social network, creando grande scalpore. Mentre la diocesi di Palermo resta in silenzio, quella di Monreale fa invece sapere di stare "seguendo con attenzione lo sviluppo di questi eventi".

"È quanto meno strumentale l’invenzione dell’acqua miracolosa, che avrebbe poteri soprannaturali e terapeutici, perché gioca con la sacra sensibilità dei semplici che vivono seri momenti di prova - scrive in una nota la diocesi - corre l’obbligo di avvertire tutti i fedeli che tali pratiche oltre ad essere contrarie al volere della Chiesa, sono fortemente sospette di manipolazione delle coscienze. Per questo, chiunque assiste a tali illecite “funzioni” di don Minutella, al quale era già stato vietato formalmente di celebrare l’Eucaristia o altra azione liturgica presso il cosiddetto centro “Piccola Nazaret” di Carini, corre gravi pericoli per la propria fede".

giovedì 2 luglio 2015

LA SVASTICA

LA SVASTICA

Ricerca a cura dell’ Associazione FAVIS, anno 2007. 

Le origini – L’utilizzo del Nazismo in contrapposizione al suo significato originario.

Lo stesso Hitler era uno studioso. Aveva conoscenze esoteriche che lo conducevano a credere che gli Ariani fossero superiori in quanto semidei, e a pensare che il suo popolo doveva a tutti i costi riguadagnare la sua superiorità perduta.
Le sue idee lo conducevano inoltre a vedere negli ebrei dei nemici in quanto popolo che non utilizzava la svastica, eredità degli Arii che ne avevano diffuso il culto ovunque.
«La svastica era il Sole e gli ebrei erano devoti alla luna, dunque nemici del simbolo e degli Ariani».
L’esoterismo fu studiato da Hitler con l’intento di sviluppare una società “mistico-politica”; un esempio di queste attenzioni lo si può avere osservando i colori ufficiali del vessillo nazista, il nero il rosso ed il bianco, colori sacri all’alchimia.
Ma tutto il nazionalsocialismo fu legato alla mistica esoterica, il grande uso dei simboli, con la svastica come emblema principale, ne è la conferma. Come ci dice lo stesso Hitler, la svastica, fin dalla presentazione al popolo germanico, riscosse un grandissimo successo.
La bandiera con la croce uncinata fece il suo debutto nel 1920 e fu subito l’orgoglio del dittatore e dei suoi collaboratori.
Il simbolo del suo partito è il più antico simbolo di una particolare scuola di adepti,uno dei più antichi gruppi dell'India, quello dei jainisti, e la svastica è il loro simbolo.
La svastica orientata in senso antiorario (o levogiro) è un simbolo distruttivoLa svastica orientata in senso orario (o destrogiro) è un grande simbolo creativo.
I nazisti cercarono per ben tre anni un simbolo, poiché un simbolo non è semplicemente un simbolo; preso da una tradizione profonda, esso diviene un legame. Perciò Hìtler inviò varie spedizioni di ricercatori nel Tibet per scoprire uno dei simboli più antichi della razza ariana. Con quel simbolo, si sapeva (esotericamente) che era possibile porsi in contatto con molte cose nascoste. Perciò fu prescelta la svastica, del tipo destrogiro, che Hitler ridisegnò inclinandola per conferirle un aspetto più autorevole e aggressivo.
              svastica indu    svastica induista                         svastica nazista    svastica nazista
Il simbolo della svastica è stato usato per migliaia di anni, praticamente in ogni gruppo di umani sul pianeta. Era noto alle tribù germaniche come "Croce di Thor", ed è interessante che il Nazismo non abbia usato quel termine che appartiene alla storia della Germania, ma abbia invece preferito "rubare" il termine indiano "svastica". Come "Croce di Thor", il simbolo fu anche introdotto in Gran Bretagna, nel Lincolnshire e nello Yorkshire, dai colonizzatori scandinavi, molto prima di Hitler.
Ancor più interessante, il segno è stato scoperto in un tempio ebraico di duemila anni fa in Palestina, per cui Hitlerinavvertitamente “rubò” un simbolo ebraico, oltre ad un simbolo indiano. Nelle Americhe, la svastica fu usata dai nativi americani nel Nord, Centro e Sud America, e poi abbandonata dopo la seconda guerra mondiale. Secondo Joe Hofler, che fa anche riferimento al Dott. Kumbari del museo di Urumqi nello Xinjiang, Cina, gli Indo-Ariani del ramo germanico sono arrivati in Europa circa duemila anni prima di Cristo, ed hanno portato con loro il simbolo della svastica (disco solare) della loro arte religiosa di quel periodo, come dimostrano gli scavi nelle tombe di Kurgan, nelle steppe della Russia e le tombe Indo-Ariane nello Xinjiang, Cina.
La svastica (o croce uncinata, dal Sanscrito) è una croce equilatera con i bracci piegati ad angoli retti. È stata usata come simbolo, generalmente con significati augurali o di fortuna, da molte culture fin dal neolitico, ed è ancora oggi un simbolo sacro in alcune religioni come l'Induismo. A seguito del suo utilizzo nella bandiera della Germania nazista il suo uso è diventato controverso nel mondo occidentale dopo la Seconda guerra mondiale.
Il termine inglese e tedesco swastica deriva dalla parola sanscrita svastikah, che significa "essere fortunato". La prima parte del termine, svasti-, si può dividere in due parti: su- (buono), e -asti- (è). La parte -astikah significa semplicemente "essere". La parola è associata in India a cose augurali - poiché significa "augurio". In India erano usate entrambe le svastiche, in senso orario e in senso antiorario, ma con significati differenti.
L'introduzione in Germania e in Austria avvenne grazie al monaco Adolf Lanz che, nel 1895 in un viaggio in India, aveva acquistato nei dintorni di Calcutta un anello venduto da un santone per pochi soldi dove era impresso questo simbolo, considerato un simbolo di vita eterna e per questo il simbolo supremo del predominio della casta ariana, che aveva dominato l'India fin dall'antichità.
Una svastica è incisa nel tufo di una tomba etrusca nel Cavone di Sovana, una città etrusca in provincia di Grosseto, (frazione del comune di Sorano).Una svastica è anche disegnata su un busto femminile in terracotta policroma, custodito nel museo di Paestum.
Una serie di svastiche sono scolpite lungo i quattro lati del pulpito della Basilica di Sant'Ambrogio, a Milano. In Italia, come in Germania, l'uso di questo come altri simboli e gesti legati al nazismo o al fascismo era divenuto illegale dopo la fine della seconda guerra mondiale.

svastica chiesa lombarda

Il segno della svastica è riprodotto, probabilmente come simbolo   solare, nell'architettura neoromanica della chiesa parrocchiale di Rosazza,   in Piemonte, costruita intorno al 1850.
Ultimamentel'uso della svastica è stato ripreso dal movimento spirituale cinese del Falun Gong, che ne fa un uso di tipo tradizionale: il simbolo rappresenterebbe il divenire e l'eterno scorrere delle cose nell'universo. 
                          svastica falun 

L'emblema del Falun, di tipo levogiro, è il simbolo del Falun Dafa.
Il Falun contiene il simbolo taoista del Taiji e la Svastica buddista. Il simbolo nel  centro è chiamato anche "wan”.