lunedì 30 marzo 2015

La Santa Sede cerca di recuperare le proprietà dei Francescani dell'Immacolata



La Santa Sede cerca di recuperare le proprietà dei Francescani dell'Immacolata

Il sequestro di beni per un valore vicino ai 30 milioni di euro a due associazioni vicine alla congregazione chiarisce una vicenda controversa

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La notizia è triste, ma serve almeno a far chiarezza su una vicenda che i media avevano trattato in maniera confusa e controversa. La storia ha inizio l’11 luglio 2013, quando, in seguito ad una precedente visita apostolica, papa Francesco ha emesso un decreto per il commissariamento della Congregazione dei Francescani dell’Immacolata.



Le argomentazioni del commissariamento sembravano riguardare solo il divieto ai frati di celebrare la messa secondo la forma straordinaria del rito romano antico di San Pio V, più noto come "Messa tridentina".
Da allora i media si sono occupati spesso della vicenda. Critiche e, a volte, anche insulti sono stati rivolti al Commissario apostolico della Congregazione, padre Fidenzio Volpi e a padre Alfonso Bruno che, dal 5 settembre 2013, era stato nominato segretario generale dell’Istituto .
Seppure i quattro quinti dei Francescani dell’Immacolata avessero giurato fedeltà al Commissario indicato dal Pontefice alcuni organi di informazione hanno continuato a criticare il commissariamento dei Francescani dell’Immacolata. Padre Volpi e anche padre Bruno sono stati indicati come coloro che stavano operando una ingiustizia contro il fondatore e i suoi seguaci.
Ieri è giunta poi la notizia che la Guardia di Finanza di Avellino ha eseguito il sequestro preventivo di 59 fabbricati, 17 terreni, un impianto radiofonico e cinematografico, 5 impianti fotovoltaici dislocati su tutto il territorio nazionale, 102 autovetture, alcuni conti bancari, per un valore complessivo di oltre 30 milioni di euro, la cui proprietà è riferibile alle associazioni “Missione dell’Immacolata” e “Missione del Cuore Immacolato”.
Il sequestro fa seguito ad un ipotesi di truffa aggravata e falso ideologico, secondo cui i beni che appartenevano all’istituto religioso sarebbero passati nelle mani di persone e di associazioni esterne alla struttura religiosa.
Secondo il comunicato della Procura, “le articolate indagini sviluppate dalle Fiamme Gialle hanno permesso di svelare una serie di condotte fraudolente attuate da alcune persone operanti nell’ambito delle associazioni le quali, nonostante il commissariamento della congregazione dei Frati francescani dell’Immacolata, hanno proceduto alle modifiche degli statuti delle due associazioni allo scopo di mantenere il controllo sulle stesse ma anche e soprattutto sui loro cospicui patrimoni, così da impedire al commissario apostolico di esercitare le prerogative che gli statuti assicurano al governo dell’ordine religioso”.
Insomma, il patrimonio dell’Istituto è stato sottratto al controllo del commissario della Santa Sede. Tutti i beni sequestrati sono stati affidati in custodia giudiziale a padre Fidenzio Volpi, commissario apostolico che agisce per conto del Vaticano.
In merito all'accaduto, sul proprio sito, i Francescani dell’Immacolata hanno “ringraziato sentitamente l’Autorità Giudiziaria e i componenti della Guardia di Finanza di Avellino per la brillante operazione grazie alla quale i beni riferiti all’Istituto potranno essere ricondotti all’uso cui sono destinati: l’assistenza spirituale, le attività caritative e quelle missionarie, nel rispetto del nostro carisma originario”.
Il comunicato prosegue sottolineando che “la quantità e l’identità dei beni sequestrati ci era in gran parte sconosciuta, il che conferma i dubbi sulla trasparenza della loro gestione”. “L’azione svolta dalla Autorità Civile esprime e rafforza lo spirito di collaborazione, rivolta a perseguire il bene comune, con l’Autorità Ecclesiastica, ed è di buon auspicio per la concordia della nostra collettività. Da parte dei Frati Francescani dell’Immacolata sarà offerta la massima collaborazione alle indagini”.
Ai generosi benefattori che hanno dato loro sostegno, i Francescani dell’Immacolata assicurano “la preghiera e la profonda gratitudine: in questo momento teniamo a rassicurarli del fatto che quanto da essi donato ritroverà la destinazione che li ha motivati”.
Per evitare ogni ambiguità, il comunicato precisa infine che “qualora alcuni di essi abbiano riferito le loro donazioni ad una particolare figura di Religioso, ricordiamo che noi tutti siamo vincolati al Voto di Povertà individuale e collettivo, per cui i proventi della carità a noi conferita possono lecitamente essere destinati soltanto alle attività svolte dall’Istituto, in conformità con la normativa canonica sui Beni Ecclesiastici”.



Monsignor Negri nasconde a Ferrara un gruppo di dissidenti?

Monsignor Negri nasconde a Ferrara un 
gruppo di dissidenti?



Catturato sulla “rete” un gruppo di ex studenti dei Frati Francescani dell’Immacolata che chiede 50.000 dollari(http://wdtprs.com/blog/2015/01/action-item-help-franciscan-friars/) agli internauti americani.
Lo stratagemma canonico di confondersi con “Familia Christi” (http://www.familiachristi.org) qualificandosi pertanto come francescani, lasciandosi fotografare con l’abito gray-blu, crea qualche perplessità.
Intanto l’indagine delle Fiamme Gialle continua…

Da quando la Quinta Armata, risalendo la Penisola, ha iniziato gli Italiani ai “blue jeans”, alla Coca Cola, alle pellicole di Hollywood ed alle altre cosiddette “gioie della Liberazione”, la lingua inglese è associata nell’inconscio collettivo della Nazione con la richiesta di aiuto, ed in particolare di aiuto finanziario.
Qualcuno sostiene autorevolmente che l’Italia deve ancora rimborsare quanto ricevuto con il Piano Marshall, ma sono ormai lontani i tempi in cui il nostro sventurato popolo forniva le truppe statunitensi di “sciuscià” e di “segnorine”.
La dignità imporrebbe, ora che siamo in grado di sfamarci da soli – “Eataly docet” – di smettere finalmente di implorare lo “Zio Sam” affinché sganci il collaretto.
Qualcuno, però, persiste in tale pratica con tenacia degna di miglior causa, e non c’è metodo migliore – quando si chiede aiuto – che mettere il benefattore davanti al fatto compiuto.
Lo stuolo di “studenti” tradizionalisti, segnalato come un branco di lupi sugli Appennini, ora sui monti di Ascoli Piceno, ora su quelli del Viterbese, pare sia finalmente sceso al piano, trovando rifugio in quel di Ferrara.
La specie in via di estinzione è dunque finalmente in salvo, ma ad occuparsi del suo futuro non è il “World Wildlife Fund”, bensì  – a quanto pare dalle frammentarie notizie desunte da un apposito “blog”, nientemeno che il Vescovo di Ferrara, città in cui – scrive l’anonimo cronista anglofono “ “these young men, between 19 and 40 years old (in total there are about 40 of them) are hosted in one of the oldest Capuchin convents in Italty which belongs to the “Familia Christi”, a new Religious Congregation ricognized by Bishop Negri”.
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Se ne dovrebbe dedurre, salvo errori, che lo stuolo di giovani tradizionalisti è confluito in un Istituto di Diritto Diocesano, ospitato nel Convento già dei Cappuccini.
L’edificio ha però bisogno di urgenti lavori di restauro, da cui l’appello ai donatori di Oltreoceano, corredato dalla fotografia di un Frate intento a lavori agricoli: questo dell’agricoltura è un tema ricorrente nella pubblicistica tradizionalista, alimentata in particolare da viticoltori e studiosi di Agraria.
Segue un elenco di sottoscrittori, ciascuno dei quali motiva il proprio gesto nella lingua di Shakespeare.
A questo punto, lo scenario cambia, trasferendosi all’interno di una Chiesa barocca, sita verosimilmente nell’Urbe, come si desume dal titolo “Rome day”: si vedono dei “Frati” (http://wdtprs.com/blog/2015/01/rome-day-2-franciscan-friars/) inquadrati di spalle e raccolti in preghiera, tutti rapati a zero come i cadetti dei “Marines”; e qui c’entra probabilmente il messaggio subliminale, giacché – come dice l’inno del Corpo – “di cose impossibili per noi non ce ne son, i nemici se la squagliano quando arrivano i Marines”.
La didascalia spiega che il gruppo assiste ad una Messa cantata, più precisamente “a Pontifical Mass at the Faldstool, Palestrina’s Missa Papae Marcelli”.
L’effetto suggestivo, per il pubblico degli “States”, non potrebbe essere meglio studiato: c’è il transetto di una Chiesa tipica della Roma controriformista, che sembra la scena iniziale della Tosca, ambientata in Sant’Andrea della Valle, mentre la colonna sonora è degna del coro della Cappella Sistina.
Poiché però gli Americani associano solitamente alle vacanze romane la buona cucina, segue il “menu” del pranzo consumato dai novizi, (http://wdtprs.com/blog/2015/01/rome-day-2-franciscan-friars/) in verità poco consono con il clima quaresimale, dato che comprende coratella, carbonara e coniglio, il tutto corredato da appetitose riproduzioni fotografiche, che sembrano tratte da “La Cucina Italiana”.
Questa, però, è una caduta di stile poco consona con lo spirito ascetico dell’ambiente, con il rischio – per giunta – di dissuadere i potenziali benefattori, come avviene quando un mendicante obeso grida che sta morendo di fame.
La giornata prosegue con una conferenza del Cardinale Pell, anche se l’attenzione del pubblico viene probabilmente attenuata dalla laboriosa digestione dell’anteriore banchetto.
Il commentatore annota a questo punto, per nulla scandalizzato dalla crapula, “So it’s C day … coratella, carbonare, coniglio, cardinal, confraternity, catholic, clergy …”
Verrebbe da aggiungere, passando alla lingua di Dante, “coglioni” (riferito ai benefattori).
Aleggiano, sullo sfondo, alcune domande: dove studiano questi volonterosi giovani?
La loro preparazione al Sacerdozio non viene valutata, dalla competente Congregazione, in base alla conoscenza della gastronomia, bensì considerando la sua coerenza con il Magistero della Chiesa.
Speriamo che sia proibita la lettura de “L’Osservatore Romano”: questa pubblicazione, di cui sono noti i contenuti ateistici, era proibita a Sassoferrato, località da cui è partita la lunga marcia felicemente conclusa a Ferrara, grazie alla benevolente accoglienza di Monsignor Negri. 
In odore di commissariamento anche la Diocesi?

MANELLIANI 29 – TRAVOLTA DALLO SCANDALO LA BANDA MANELLI!

MANELLIANI 29 – TRAVOLTA  DALLO SCANDALO  LA BANDA MANELLI!

È  RIVOLTANTE  E SCANDALOSO CHE UN ISTITUTO CHE SI SPACCIA PER L’UNICO VERO FRANCESCANO,  L’UNICO DOVE CI SAREBBE  LA  SALVEZZA IN MEZZO A TANTA SPAZZATURA, L’UNICO CHE VIVREBBE VERAMENTE LA POVERTÀ, VENGA INQUISITO PER BENI E CIFRE  DA CAPOGIRO CHE AMMONTEREBBERO A  30  MILIONI DI EURO!

——-  È  DOVEROSO FARE ALCUNE  CONSIDERAZIONI. ——–
 1) Tutto l’Istituto è stato strumentalizzato da manelli e dai suoi manichini (i cosiddetti superiori, sia frati che suore) per essere utilizzato come un grande e furbesco paravento col quale  (e dietro al quale) rastrellare  molti beni (e non mi riferisco solo a quelli economici che oggi, finalmente, sono stati smascherati).   È evidente che l’odio e la violenza  scatenata  contro Padre Volpi e il Commissariamento (perfino la ridicola raccolta  firma per rimuovere il commissario – fingendo che il commissario voleva colpire la messa  tridentina)  avevano innanzitutto lo scopo di creare UNA CORTINA FUMOGENA, DI OCCULTARE QUANTO OGGI STA EMERGENDO e quindi DI IMPEDIRE E DI BLOCCARE CHE SI SMASCHERASSERO TUTTI  I PANNI SPORCHI  CHE SI NASCONDEVANO DIETRO LA FACCIATA PERBENISTICA, come più volte abbiano indicato.   Vedrete che dietro  al chiasso  mediatico fatto con la falsa scusa di difendere la messa tridentina, ci sono i complici e gli spalleggiatori di manelli in tutte queste operazioni finite nel mirino della Guardia di Finanza.   Ora si aprirà  finalmente l’indagine su come, con quali metodi, con quali complicità e, probabilmente, con quali truffe si è riusciti ad accumulare un “malloppo”  così grosso, ad accumulare tanto denaro, tanti  appartamenti e terreni, oltre alle operazioni bancarie e all’uso dei palazzi per guadagnare altro denaro, (“operazioni finanziarie e immobiliari spregiudicate”) invece di usare tutto solo per l’evangelizzazione e la missione in un regime di vera povertà. Anzi una parte degli stessi frati e suore venivano tenuti in un regime di grande miseria, diversa dalla povertà. Ha perfettamente ragione il Parroco di Frigento (Don Pietro Bonomo) quando afferma: “La comunità è indifferente e sconcertata allo stesso tempo. È sconcertata perché un Istituto che pratica la povertà si è trovato proprietario di tutto questo ben di Dio». Da tempo a Frigento si vociferava infatti di questi acquisti anomali, tra cui due alberghi («Abbazia» e il ristorante «Buonconsiglio», ora «Oasi di Padre Pio») e diverse case, messi in atto dall’Ordine monastico. /…/ : Dove sono andate a finire poi le offerte fatte dai cittadini? All’amarezza suscitata dalla notizia dell’appropriazione indebita di beni SI UNISCE IL DUBBIO DI ESSERE STATI TRUFFATI. Eppure dietro l’angolo ESISTEUN PARADOSSO: «I FRATI HANNO FATTO E FANNO UNA VITA DA CANI – FA NOTARE DON PIETRO – MANGIAVANO COSE SCADUTE E SI AMMALAVANO. È UNA DINAMICA INTERNA CHE COZZA MOLTO CON QUEL CHE POI È VENUTO FUORI DALLE INDAGINI. IN PRATICA, DELLA DONAZIONE DEI BENI SI SONO SERVITI SOLO ALCUNI».
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 2) Bisognerà anche fare luce sullo “spirito di manelli” (coma ha giustamente sottolineato Loredana), su questa sua abilità tenebrosa a coinvolgere frati e suore e laici in queste attività truffaldine, sul plagio attraverso il quale ha fatto in modo che tanti diventassero sottomesse marionette di questa FABBRICA DI INGANNO, e anche su tutte le favole, le superstizioni e le falsificazioni della realtà e del carisma francescano inoculate nelle menti dei subalterni per trasformarli in docili esecutori di una mega truffa.   
3) Come abbiamo sempre sostenuto gli abusi, le deviazioni e oggi, (nella misura in cui verranno accertate) anche le truffe di manelli e dei manelliani, esistono da lungo tempo e sono presenti ancor prima ed indipendentemente dell‘adozione della S. Messa tridentina: essi  sono presenti, quasi fin dall’inizio e comunque in un periodo in cui non solo la S. Messa tridentina non c’era, ma anzi Manelli la vietava! Oggi  risulta molto più chiaro che il motivo del commissariamento e della rimozione di manelli non è mai stato la messa tridentina. La S. Messa tridentina è stata solo la maschera dietro la quale il santone ha cercato di mascherare i suoi imbrogli ed è stato lo “specchietto per le allodole” (o meglio per i … polli) con cui manelli ha cercato di manipolare l’esercito sprovveduto dei cosiddetti tradizionalisti, per utilizzarli nella difesa della sua  doppia vita, della sua  doppia  faccia  tosta, della sua molteplice  – non solo doppia – disonestà. Ed i tradizionalisti, soprattutto con grande dabbenaggine e igmoranza, ci sono caduti.
 4) Una buona parte di frati e suore NON SAPEVA NULLA o quasi nulla  DI QUESTE ATTIVITÀ FRAUDOLENTE, MENTRE GLI ATTUALI NUOVI SUPERIORI, NON SAPEVANO CHE fossero in gioco cifre  così ingenti: “l’operazione ci era in gran parte sconosciuta” .  Comunque la  gravissima responsabilità dei  BENI  ACCUMULATI  in modo  disonesto  RICADE  SOLO  SUGLI  EX S UPERIORI  RIMOSSI  DALLA  SANTA  SEDE, e su quanti sono stati loro complici e  fiancheggiatori.  Ha ragione il Sindaco di Frigento (Luigi Famiglietti) quando afferma che: “NON sarebbe tuttavia giusto confondere la buona fede dei frati e delle suore con EVENTUALI RESPONSABILITÀ CHE RIGUARDEREBBERO ESCLUSIVAMENTE I LIVELLI GERARCHICI GIÀ ALLONTANATI DA TEMPO DALLA CHIESA». Questi beni mobili e immobili, sono stati ammassati dall’ex  governo e dalle  persone loro complici – e prestanome – I CUI NOMI VERRANNO PRESTO  RESI  PUBBLICI.  Chiaramente è coinvolto colui che ha mosso tutti i fili ed è stato rimosso dalla Santa Sede l’11 luglio 2013, cioè il santone da noi più volte indicato come la radice dei mali di quell’Istituto.  Non c’è dubbio che molti frati e suore erano solo “manovalanza”, altri erano esclusi dal  circolo e dai traffici della BANDA e tenuti lontani perché  mostravano resistenza a diventare complici. Questa pattuglia di “ingenui” andavano a costituire la facciata rassicurante che era utile per meglio  coprire le attività disoneste.
         LO  SCANDALO DELLA BANDA  MANELLI
5) Non c’è dubbio che tutti i fanatici e ottusi manichini di manelli saranno trascinati dal loro santone-fallito in un disastro completo e in un baratro senza fondo che si allargherà sempre di più nella misura in cui continueranno cocciutamente a esserne schiavi (come fino ad ora) e a scambiare per “santo” un grande falsario e a farsi rovinare la vita e la vocazione da  questo tenebroso e disonesto figuro abituato a tramare nell’ombra e a nascondendosi dietro la veste rassicurante della Madre Chiesa,  che ora ha però ha detto “basta!”
 6) Dove sono FINITE adesso LE DELIRANTI E RIDICOLE ACCUSE CONTRO LA Congregazione, contro il Commissario, contro i visitatori e anche contro il Papa Francesco, “sputate” senza ritegno dai vari De Mattei, dalla papessa Siccardi, dai cosiddetti riscossa cristiana, chiesa e postconcilio, messainlatino, con i loro farneticanti e odiosi proclami fatti solo di fumo e di “gravidanze isteriche”? Essi sono stati solo dei bravi “utili idioti” (forse solo qualcuno in buona fede) manipolati e pilotati dalla BANDA MANELLI per impedire con i loro usuali metodi violenti, che venissero denunciate tutte le malefatte e i traffici illeciti.  Ha aperto la guerra De Mattei cominciando subito  a costruire mostri e fantasmi fomentando, l’immagine di una Chiesa addirittura “sanguisuga” che intenderebbe assimilarsi ai regimi dittatoriali (sic!).. Ha blaterato a lungo chiedendo UNO STRACCIO DI PROVA, mentre ora che ci sono prove gigantesche, PROVE CHE STRACCIANO LORO, tace. De Mattei e i suoi coalizzati (noi abbiamo sempre sostenuto che essi erano aizzati da manelli e dalla banda manelli) per due anni hanno solo sputato veleno e coltelli contro la Santa Sede, pilotando a giorni alterni una  lotta di classe mirata, in qualche modo, a criminalizzarli, inventandosi “mostri, Kommissari, orchesse, aguzzini, ecc.” che esistono solo nella loro fantasia. Trascriviamo una sintesi degli orrori vomitati da questi fiancheggiatori allucinati dal santone-guru-fraudolento:
De Mattei:  il decreto di commissariamento era un abuso di potere, un allarmante perdita della certezza del diritto. La Chiesa non è un soviet” (Il caso dei Frati FI (de Mattei) (Roberto de Mattei, Corrispondenza Romana, 30.07.2013). “Il provvedimento è una pulizia etnica /…/ un vero mandato con licenza d’uccidere” (messainlatino.it, 6/8/2013 – Trionfo e tragedia. Il Crepuscolo degli Ordini religiosi (PapalePapale) del 31.07.2013 – Il Mastino da PapalePapale del 31.07.2013).  Corrispondenza Romana raccoglie firme contro il decreto della Santa Sede, approvato dal Papa (9/8/2013).
La prima omelia di Padre Volpi ai frati (nella quale subito ben descrisse la  tragica dipendenza dal santone e la sua indebita divinizzazione), secondo la papessa Siccardi, sarebbe stato “una istigazione all’ammutinamento /…/ che proviene da una volontà matrigna” [L’invito di P. Volpi (Commissario) all’ammutinamento (Riscossa Cristiana,  di Cristina Siccardi) (29.08.2013)].
Padre Alfonso sarebbe il traditore o l’accusatore” [La testimonianza di F. Agnoli su p. Alfonso Bruno, nuovo segretario generale dell’Ordine FI, nominato dal Commissario p. Volpi (14.09.2013)] [cfr. anche Le calunnie contro p. Stefano Manelli FI (di Francesco Agnoli, da Libertà e Persona, ottobre 2013)].
De Mattei raccoglie firme per ottenere le dimissioni del Commissario Volpi accusato addirittura di ferocia (14/12/2013) e di regime tirannico [Iniziata la raccolta di firme per chiedere le dimissioni del commissario p. Volpi (Corrispondenza  Romana, Roberto de Mattei, 09.12.2013)]. [Cresce la pressione sulla S. Sede per far cessare la scandolosa persecuzione dei FFI: consegnate 8000 firme a Parolin, e ora è iniziata un’altra iniziativa (Corrispondenza Romana, del 08.02.2014)].
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Anche Antonio Socci si è messo a denigrare e ad offendere il commissariamento. Nel suo articolo si parla, senza rispetto, di persecuzione e di “inquisitori sinistri”, ma viene citato solo il Card. Aviz (“che ha avuto trascorsi con la T.d.L.”) [In Vaticano c’è una nuova Inquisizione Catto-progressista. Perseguitano i Francescani dell’Immacolata perchè hanno fede e tante vocazioni. E’ una vergogna! Ma il Papa lo sa?   (di A. Socci, Libero, quotidiano nazionale, 05.01.2014)]. Un attacco ad personam veramente agghiacciante viene rivolto a P. Alfonso Bruno in un articolo che è uno dei peggiori e più impregnati di maleodorante ostilità [Frati F.I: “perdonate se sono troppo autoreferenziale” così parla p. Bruno (da Libertà e Persona, il 1° feb 2014)] . Ci sono poi gli articoli contro Suor Fernanda Barbiero (28-5-2014 –cfr. http://pellegrininellaverita.wordpress.com/2014/06/05/de-mattei-e-il-falso-vento-da-pechino/); 16-6-2014 –http://www.corrispondenzaromana.it/notizie-dalla-rete/unamica-delle-francescane-dellimmacolata-ci-scrive/); (18-6-2014- http://www.corrispondenzaromana.it/la-nuova-teologia-di-suor-fernanda-barbiero/).
Insomma un vero KILLERAGGIO MEDIATICO “un infangamento e uno sputtanamento unico” (chiesa e post concilio – articolo “Una risposta personale agli attacchi ad personam”, commento 30 luglio 2014 17:52). Si è parlato del Commissario (con la K), che sarebbe modernista e non cattolico (!) (cfr. Radio Spada – L’ALTRA CAMPANA SUI FRANCESCANI DELL’IMMACOLATA”., Silente on 25 luglio 2014 at 9:26 pm ) (chiesa e post concilio,  “Alcune chiose al frate FI nuovo corso intervistato da Radiospada”,  Silente, 25 luglio 2014 15:42).
I manelliani puri oltre ad essere  camorristicamente violenti, sono anche almeno scismatici, se non eretici nel fatto che, per loro, il vero papa sarebbe (tenetevi forte!)  nientemeno che …… manelli.  Da ricovero forzato sono infatti certe mafiosità di un personaggio almeno allucinato che afferma, purtroppo senza  vergogna: “Ehi, VDR (vescovo di Roma), tu che vieni dalla fine del mondo sei avvisato!!! Bada bene a quello che dici perché “Fedele Inquieto” ti rimette sull’aereo e ti ri-spedisce nella pampa. Invece di star lì a telefonare a questo e a quello, va di corsa alla clinica dove è ricoverato IL VERO PAPA, quel certo manelli che tu “perseguiti”.… che magari se sei fortunato e ti ritiene Cattolico (i suoi giudizi in materia sono molto selettivi) ti riceve in udienza, e non ti scordare di portargli le arance!” ((cfr. messainlatino.it ––Frati F.I.: lettera aperta al Papa da un lettore inquieto., Anonimo 28 gennaio 2014,  09:35). Qui siamo al delirio puro e se – corrispondesse alla sua vera posizione, saremmo fuori dalla vera fede!  Non parliamo poi addirittura delle incivili, cafonesche e aberranti minacce fisiche: “Sei figlio della codardia, quindi se padre Pio al suo figlio lo prese a schiaffi, a te ti faccio scegliere dove prenderti a calci senza nemmeno rimproverarti e poi sciacquati la bocca sia che parli di san pio che di p.stefano. non sono anonimo come te, sono giuseppe f……” (messainlatino.it, 23 giugno 2014, articolo Il Papa ha incontrato gli FI – A. Tornielli – Vatican Insider – 23-06-2014, – Pino, 24 giugno 2014, 22:37).  Alla luce dei fatti odierni non appaiono fortemente allucinati e deliranti le posizioni mentali e teologiche di questi  difensori del santone-falsario? (per un resoconto documentato cfr.  Amici della verita, MANELLIANI – 8 – DIFENDERSI DAI LANCIATORI DI COLTELLI,https://amicidellaverita.wordpress.com/2014/08/05/72/).
 7) Adesso si può meglio capire “la verita’ su tutta la meschina operazione contro il commissario Volpi” (cfrAmici della Verità, Manelliani 25, https://amicidellaverita.wordpress.com/2015/02/19/manelliani-25-la-verita-sulla-meschina-operazione-contro-il-commissario-volpi/). Pensate che solo per una parolina fuori posto (“i parenti”) i componenti della famiglia manelli hanno fatto un sacco di storie e inscenato contro Padre Volpi un’infame campagna di denigrazione, fino a strombazzare un’azione legale, quando poi la BANDA MANELLI è coinvolta (e vedremo quanto e come) per una mega truffa e un falso che riguardano proprio – guarda caso – il trasferimento di quegli stessi beni che Padre Volpi aveva subito denunciato come un atto immorale. Che farisei ipocriti! Che spudorati mentitori e incalliti costruttori di falsità in libera uscita.
8) Dov’è finito adesso il tipetto  tradizionalista – che si spaccia per don Camillo – che infangava il Commissario Volpi, sempre sulla azione legale dei familiari manelli –  blaterando contro di lui di una presunta infrazione all’ottavo comandamento? Visto che sembrava avere uno zelo profondo per la pulizia, Adesso, dopo aver saputo della mega truffa scriverà forse un post sul suo blog dichiarandosi indignato e sconvolto per questa colossale disonestà degli amici che prima difendeva?
9) Non solo ma quando Padre Volpi, giustamente,  a suo tempo aveva denunciato quello stesso  trasferimento fraudolento PER IL QUALE OGGI  LA BANDA MANELLI è SOTTO INCHIESTA GIUDIZIARIA, i manelliani (compreso i dilettanti allo sbaraglio del blog “in difesa degli abusi di manelli”) avevano ribaltato la frittata insinuando che tutta l’azione  sarebbe stata motivata solo da una presunta sete di guadagno che spingeva la Congregazione a rapinare (!?) quei soldi e quei beni che la Banda manelli – oggi sappiamo dalla GdF – aveva fraudolentemente sequestrato.  Più diabolici di così!
10) Un solo invito che sta crescendo in tantri  man mano che la stampa anche nazionale, pubblica sempre di più o particolari di questa rivoltante vicenda: VERGOGNATEVI  E CONVERTITEVI.

                                                             Riccardo Piccarreta

MANELLIANI – 28 – MEGA TRUFFA AGGRAVATA E FALSO IDEOLOGICO

MANELLIANI – 28 – MEGA TRUFFA AGGRAVATA E FALSO IDEOLOGICO

Truffa sui beni dei francescani, sequestri per 30 milioni di euro. C’è anche un impianto radiofonico

PER  APPROFONDIRE: avellino; frigento; truffa
Truffa aggravata e falso ideologico sui beni dei francescani, scatta un maxi-sequestro da 30 milioni. I militari della Guardia di Finanza di Avellino, sotto il coordinamento del capo della Procura di Avellino Rosario Cantelmo, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo di beni immobili e mobilinonché di disponibilità finanziarie per un valore totale di oltre 30 milioni di euro, attualmente nella titolarità delle Associazioni “Missione dell’Immacolata” e “Missione del Cuore Immacolato”, riconducibili all’Istituto Religioso dei Frati francescani dell’Immacolata con sede a Frigento.
CONTESTATI, dunque I REATI  DI TRUFFA  AGGRAVATA e FALSO  IDEOLOGICO. L’Istituto, commissariato da tempo è stato preso di mira dalle Fiamme Gialle per presunte incongruenze relative all’affidamento di diverse strutture. Nel mirino delle Fiamme Gialle sarebbero quindi finiti alcuni trasferimenti di proprietà dei beni, che appartenevano all’Istituto, nelle mani di persone e associazioni estranee alla struttura religiosa.
“Le articolate indagini sviluppate dalle Fiamme Gialle – si legge nella nota della Procura – hanno permesso di svelareuna serie di condotte fraudolente attuate da alcune persone operanti nell’ambito delle associazioni le quali, nonostante il Commissariamento della Congregazione dei Frati francescani dell’Immacolata, hanno proceduto alle modifiche degli Statuti delle due associazioni allo scopo di mantenere il controllo sulle stesse ma anche e soprattutto sui loro cospicui patrimoni, così da impedire al Commissario Apostolico (nel mentre nominato dalla Santa Sede) di esercitare le prerogative che gli Statuti assicurano al Governo dell’Ordine religioso”.
“In particolare, consentendo – continua la nota – l’ingresso di laici nelle compagini associative (laici non vincolati all’obbedienza verso la gerarchia ecclesiastica, all’epoca e tuttora rappresentata dal Commissario Apostolico), si è raggiunto in maniera fraudolenta il risultato di sottrarre le due associazioni ad ogni forma di controllo da parte dell’Ordine religioso di cui costituiscono da sempre una diretta espressione. Pertanto il Gip del Tribunale di Avellino, accogliendo la tesi investigativa e ritenendo suffragata la condotta fraudolenta accertata, ha emesso il provvedimento cautelare eseguito dalla Guardia di Finanza con il sequestro preventivo di 59 fabbricati, 17 terreni, 1 impianti radiofonico e cinematografico, 5 impianti fotovoltaici dislocati su tutto il territorio nazionale nonché di 102 autovetture per un valore complessivo di oltre 30 milioni di euro“.
In più è stato anche disposto il sequestro  dei  saldi  giacenti  su  numerosi  rapporti  di natura finanziaria il cui ammontare sarebbe ancora in corso di quantificazione. I beni sequestrati sono stati affidati in custodia giudiziale per la conseguente amministrazione al Commissario Apostolico “ad nutum Sanctae Sedis” della Congregazione dei Frati Francescani dell’Immacolata.
 giovedì 26 marzo 2015 – 11:41   Ultimo agg.: 12:03
CONTESTATE  LE  TRUFFE   DI  ALCUNI  MANELLIANI —  LA  MAGISTRATURA ha contestato, i REATI DI TRUFFA AGGRAVATA E FALSO IDEOLOGICO:
“il Gip del Tribunale di Avellino, accogliendo la tesi investigativa e RITENENDO SUFFRAGATA LA CONDOTTA FRAUDOLENTA ACCERTATA, ha emesso il provvedimento cautelare eseguito dalla Guardia di Finanza con il sequestro preventivo di 59 FABBRICATI, 17 TERRENI, 1 IMPIANTI RADIOFONICO E CINEMATOGRAFICO, 5 IMPIANTI FOTOVOLTAICI DISLOCATI SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE NONCHÉ DI 102 AUTOVETTURE PER UN VALORE COMPLESSIVO DI OLTRE 30 MILIONI DI EURO”.
In più è stato anche disposto il SEQUESTRO DEI SALDI GIACENTI SU NUMEROSI RAPPORTI DI NATURA FINANZIARIA IL CUI AMMONTARE SAREBBE ANCORA IN CORSO DI QUANTIFICAZIONE” (cfr. Il Mattino di Napoli, sez. Avellino).

—– E’  ORA  FORSE  ESAGERATO  DIRE  CHE  SI  TRATTA  DI  UNA  VERGOGNA  SENZA  PARI?

Seguire la vicenda sul blog di Riccardo Piccarreta.

Clara De Tommasi: Non so se gioire o piangere per tutti coloro che hanno donato tutto credendo di aiutare le missioni i poveri ecc. Che giustizia sia fatta (cfr. blog In comunione col commissariamento…) .
 Clara De Tommasi  “Anche tanti frati, suore, genitori hanno portato bei soldini all’istituto, perché nel momento della professione solenne si dovevano spogliare di tuttoTanti hanno venduto case e altro dando il ricavato alle associazioni. E’  bene ricordare che molti fuoriusciti si sono ritrovati senza niente poiché nel momento che si decideva di uscire niente veniva ridato anzi si obbligava a firmare ”niente e dovuto dall’istituto niente devi richiedere’. 
Riccardo Piccarreta     DIETRO LA FACCIATA TANTA FACCIA TOSTA!!!    ——————————————————————————————————– QUELLO — DI — IERI — ERA — SOLO — IL — SEQUESTRO, — MA —- VERRANNO — GLI — AVVISI — DI — GARANZIA. Ha ragione l’amico del blog quando dice che pagheranno tutti gli imbroglioni e pagheranno tutto. Sappiamo che, nell’Istituto, un bel pò non sapevano nulla di tutta questa condotta fraudolenta, quindi sicuramente ed evidentemente chi manipolava ed operava erano i superiori – sia frati che suore – e innanzitutto il santone-fallito manelli, quello senza il quale in quell’istituto della malafede “non si muoveva foglia che manelli non voglia”. Quante volte abbiamo denunciato le malefatte di questa banda! Quante volte abbiamo precisato i vari ambiti e livelli della loro fraudolenza! Ebbene ABBIAMO DETTO ANCORA POCO!——————————————————————————- DIETRO LA  FACCIATA –  C’ERA  MOLTA  PIU’  FACCIA TOSTA – DI QUANTI PANNI SPORCHI  FINORA  ABBIAMO   DENUNCIATO!
 :: giovedì 26 marzo 2015

Sequestrati 30 milioni di beni dei Francescani dell’Immacolata

La Guardia di Finanza
(©ANSA) LA GUARDIA DI FINANZA

L’operazione della Guardia di Finanza sul patrimonio intestato a persone esterne all’ordine che era stato sottratto al controllo del commissario della Santa Sede

ANDREA TORNIELLIROMA La Guardia di Finanza di Avellino, sotto il coordinamento del Procuratore capo Rosario Cantelmo, ha eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni immobili e mobili per un valore pari a oltre 30 milioni di euro,attualmente nella disponibilità delle associazioni «Missione dell’Immacolata» e «Missione del Cuore Immacolato», riconducibili ai Francescani dell’Immacolata con sede a Frigento, l’ordine fondato da padre Stefano Manelli e commissariato dalla Santa Sede nel  2013.
L’ipotesi è di truffa aggravata e falso ideologico: nel mirino degli investigatori ci sono alcuni trasferimenti di proprietà dei beni, che appartenevano all’istituto religioso, e che sarebbero passati nelle mani di persone e di associazioni esterne alla struttura religiosa. «Le articolate indagini sviluppate dalle Fiamme Gialle – afferma un comunicato della Procura – hanno permesso di svelare una serie di condotte fraudolente attuate da alcune persone operanti nell’ambito delle associazioni le quali, nonostante il commissariamento della congregazione dei Frati francescani dell’Immacolata, hanno proceduto alle modifiche degli statuti delle due associazioni allo scopo di mantenere il controllo sulle stesse ma anche e soprattutto sui loro cospicui patrimoni, così da impedire al commissario apostolico (nel mentre nominato dalla Santa Sede) di esercitare le prerogative che gli statuti assicurano al governo dell’ordine religioso».  «In particolare, consentendo – continua il comunicato – l’ingresso di laici nelle compagini associative (laici non vincolati all’obbedienza verso la gerarchia ecclesiastica, all’epoca e tuttora rappresentata dal commissario apostolico), si è raggiunto in maniera fraudolenta il risultato di sottrarre le due associazioni ad ogni forma di controllo da parte dell’ordine religioso di cui costituiscono da sempre una diretta espressione. Pertanto il Gip del Tribunale di Avellino, accogliendo la tesi investigativa e ritenendo suffragata la condotta fraudolenta accertata, ha emesso il provvedimento cautelare eseguito dalla Guardia di Finanza con il sequestro preventivo di 59 fabbricati, 17 terreni, 1 impianti radiofonico e cinematografico, 5 impianti fotovoltaici dislocati su tutto il territorio nazionale nonché di 102 autovetture per un valore complessivo di oltre 30 milioni di euro».
Sono stati anche sequestrati alcuni conti bancari. I beni sequestrati sono stati affidati in custodia giudiziale al commissario apostolico che agisce per conto della Santa Sede, padre Fidenzio Volpi. Il patrimonio sequestrato sarebbe stato gestito da persone vicine a padre Manelli, che ne avevano ottenuto il controllo al momento del commissariamento, quando il fondatore era stato estromesso dalla guida dell’istituto. I nuovi titolari del patrimonio avevano chiesto la restituzione dei veicoli e di locali nella disponibilità dei frati a Napoli e a Rocca di Papa. E avevano anche intimato lo sfratto ai Francescani dell’Immacolata dalla Curia generalizia di via Boccea, utilizzata anche come studentato. Il 4 ottobre scorso Papa Francesco ha donato un immobile nei pressi della stazione Termini agli studenti Francescani dell’Immacolata che frequentano l’Antonianum per la preparazione filosofica e teologica al sacerdozio.  È possibile che l’affidamento in extremis dei beni dei Francescani dell’Immacolata a persone esterne servisse a favorire la nascita di un nuovo istituto d’impostazione liturgica tridentina, dopo i dissidi interni che hanno portato al commissariamento con una procedura iniziata già durante il pontificato di Benedetto XVI.

COMUNICATO   STAMPA 26/3/15  (SITO  UFFICIALE  F.I.)

I Frati Francescani dell’Immacolata ringraziano sentitamente l’Autorità Giudiziaria e i componenti della Guardia di Finanza di Avellino per la brillante operazione grazie alla quale i beni riferiti all’Istituto potranno essere ricondotti all’uso cui sono destinati: l’assistenza spirituale, le attività caritative e quelle missionarie, nel rispetto del nostro carisma originario. La quantità e l’identità dei beni sequestrati ci era in gran parte sconosciuta, il che conferma i dubbi sulla trasparenza della loro gestione. L’azione svolta dalla Autorità Civile esprime e rafforza lo spirito di collaborazione, rivolta a perseguire il bene comune, con l’Autorità Ecclesiastica, ed è di buon auspicio per la concordia della nostra collettività. Da parte dei Frati Francescani dell’Immacolata sarà offerta la massima collaborazione alle indagini.  Assicuriamo a tutti i nostri generosi benefattori la nostra preghiera e la nostra profonda gratitudine: in questo momento teniamo a rassicurarli del fatto che quanto  da  essi  donato  ritroverà  la  destinazione  che  li  ha  motivati.  Qualora alcuni di essi abbiano riferito le loro donazioni ad una particolare figura di Religioso, ricordiamo che noi tutti siamo vincolati al Voto di Povertà individuale e collettivo, per cui i proventi della carità a noi conferita possono lecitamente essere destinati soltanto alle attività svolte dall’Istituto, in conformità con la normativa canonica sui Beni Ecclesiastici.